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La scuola che vogliamo

Pubblichiamo la sintesi del documento approvato dall’Assemblea del PD del 8 e 9 ottobre 2010 . Qui trovate il documento completo.

Nuovo piano straordinario per un’educazione di qualità da 0 a 6 anni
Trasformare l’asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambina e bambino. Assicurare a tutti i bambini un posto nella scuola dell’infanzia.

Dare certezza di funzionamento alle scuole

Ogni scuola deve poter contare su un triennio certo di programmazione.
Né organico di diritto, né di fatto, ma solo quello che serve a dare continuità all’insegnamento: assegnare un organico funzionale che includa, anche per reti di scuole, personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia).
Questo sistema comporta molti vantaggi a parità di spesa: il superamento del precariato scolastico; la programmazione certa dei fabbisogni di insegnanti e conseguente piano di reclutamento; la piena autonomia delle scuole nell’organizzazione della didattica per raggiungere l’obiettivo del successo scolastico dei ragazze e delle ragazzi. Continua a leggere

Dedicato a…

Tutti quelli (e sono tanti) che pensano che il PD non abbia nessuna idea su nessun argomento.

Oggi all’Assemblea Nazionale sono state presentate le proposte di documento su:

- Scuola: Guardiamo al futuro. Dieci proposte per la scuola di domani  
- Agricoltura: Coltiviamo il futuro. Proposte per l’agricoltura italiana  
- Riforme: per una profonda riforma dello Stato e delle Autonomie 
- Fisco 20, 20, 20: la road map per liberare i produttori, la progressività, il Federalismo  
- Immigrazione:  impariamo a vivere insieme  
- Mobilità  
- Piccola e Media impresa: Pensare al piccolo per crescere alla grande 

L’assemblea li sta discutendo, una volta approvati li ripubblicheremo anche noi, così potremo parlare della qualità delle proposte, non sulla loro esistenza o meno…

Asini padani (Disney ci aveva visto giusto nel trasformare Pinocchio in tirolese?)

da Metilparaben

Toh, si tratta dei figli di quelli che fanno fuoco e fiamme se gli immigrati non parlano l’italiano.
A volte la vita è curiosa, nevvero?

Senza dirlo, pericolosamente, lo dico

dal blog di Cristiana Alicata

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Quando avevo 15 anni mi ritrovai davanti al primo sciopero della mia scuola.

I capetti di allora (io ero in quarto ginnasio), decidevano che non si entrava e si piazzavano davanti alla porta e non facevano entrare nessuno.

Di solito finiva che tutti si finiva al mare, o al bar o a casa desolati spiegando a mamma e papà (non nel mio caso) che qualcuno aveva indetto uno sciopero e quindi non si era fatta lezione.

Un giorno qualcuno si ribellò.

Si chiamavano Cristiana, Silvia e Maria Luigia.

Forzarono il blocco, si presero a spintoni con il capetto con bomber e “virus” nelle orecchie e forzarono la porta.

Krumiri?

No, qualcuno che non capiva il senso di scioperare. Sono qui per imparare. Non per non imparare. Chi danneggio? Solo me stesso.

Quello stesso qualcuno finì anche in questura quando si trattò di occupare contro i finanziamenti alla scuola privata.

Lo venne a prendere la Digos e lo portò dal questore. Ancora ric0rdo la pelle della poltrona contro la mia schiena e il terrore delle impronte e ” l’incoscienza dentro il bassoventre” che mi faceva sorridere imbelle.

Ma era una battaglia giusta e la facemmo in modo corretto. Nessun danno alla scuola. Lezioni aperte la mattina. Occupazione al pomeriggio, la notte.

Ci piovvero, di notte, persino delle bombe carta.

Distinguere il giusto e l’ingiusto. Tutta l’erba un fascio fa male al giusto. Solo al giusto. Di più non posso dire, ma mi sembra chiarissimo.

p.s. per sfatare ogni dubbio di krumirismo vi dico che sogno un Paese dove non sciopera una categoria al secondo, ma dove una volta, quando serve, scioperano tutti per una settimana intera e bloccano tutto. Tutto. Il resto sono solo giochetti. Meglio lavorare duro ogni giorno e bloccare tutto per una settimana (vedi Francia) quando è giusto farlo.