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Tanto rumore per nulla (ancora)

Fra accordi per l’astensione e inni al duce, un’altra giornata è passata. Ma se anche il governo cadesse, a Berlusconi probabilmente converrebbe.

Il Fini giustifica i mezzi

Si insultano fra loro, trattano, cantano vittoria… ma com’è che dopo 16 anni continuano a votare sempre tutto quello che B propone?

La Brambilla da i numeri

E il Secolo, quotidiano di area finiana, ne approfitta per affondare il colpo:

Di sondaggio in sondaggio, il Pdl può intanto mettere a capitale un dato certo: la metà degli immigrati sul nostro patrio suolo è già berlusconiana, basta lavorarci un po’ su e potrà diventare orgogliosamente italiana. E magari iscriversi pure ai circoli della Brambilla. Che volete di più dalla vita?

Moratti-pensiero: “I clandestini normalmente delinquono”

Sarà per questo che la soluzione sono i check point, come all’epoca del muro? Ci si riempie la bocca di americanismo di facciata, ma qualcuno dovrebbe dire alla nostra destra che lì, oltre che un nero presidente, hanno anche una musulmana come Miss.

D’altrone, agli immigrati italiani mica interessa essere cittadini come gli altri.

Perché rivoluzionare un sistema che funziona già?

Fra un po’ un bambino nato nel 1994 potrà votare. E forse avrà sulla scheda la stessa identica scelta dei suoi genitori nell’anno della sua propria nascita.

Giorgio Gualberti su imille-discussione

Le analisi del voto/2

Marco Campione da i numeri, ma Leonardo ne trae conclusioni diverse.

L’avanzata leghista potrà mai espandersi verso sud?

Il PdL (stavolta nella persona del suo sindaco Moratti) riuscirà a rispettare una scadenza?

E, soprattutto, com’è che nessuno perde mai le elezioni?

Al voto!

E, nel segreto dell’urna, ricordatevi di certe figuracce davanti al mondo intero…

A due giorni dal voto… scopri qualcosa che non sia colpa della sinistra

Raccolgo con piacere l’invito di Luca a diffondere questo nuovo entusiasmante gioco a premi.

«A grande richiesta parte il nuovo concorso nazionale: “Scopri qualcosa che non va e che non è colpa della sinistra italiana . Ai vincitori un seggio sicuro. Forza, ragazzi, fatevi sotto, sappiamo tutti che è difficile, provateci! Rendete questo concorso un tormentone nazionale! »

Qualcuno ha già ipotizzato: le penne lisce che non raccolgono il sugo e la peronospora della vite. Dite la vostra.

Appello al voto

Libertà e Giustizia ti esorta a votare.
Non sarà un articolo della costituzione sufficiente per convincerti,
e, probabilmente, nemmeno queste poche parole.
Non dovrai mai giustificarti con nessuno
nè sarai responsabile della tua assenza oggi.
Sei solamente tu, uomo del nostro tempo.
Eppure lo sai, oggi non si eleggono presidenti,
si decidono le regole che tu dovrai rispettare
,
il modello di convivenza che dovrai subire.
Non nasconderti dietro al semplice disprezzo di chi comanda.
Lo so, questa società corrotta ti spaventa.
Si tratta, però, di decidere o di obbedire.
Potrai non crederci, ma tu vali il riscatto.
Non ingannarti, oggi dipende da te.

Filippo Perlo e Marco Giraudo

Sotto l’albero il pacchetto sanità

byrd

Il senato americano ha approvato la riforma sanitaria. Se non è fatta, poco ci manca. Ora una sosta obbligata per le feste: secondo Politico sarà difficile avere la legge entro lo Stato dell’Unione, ma a quel punto l’accordo sarà comunque blindato. L’immagine più bella del voto di oggi è quella del democratico Robert Byrd. Novantaduenne senatore del West Virginia, Byrd è anziano e gravemente malato. Lungo queste settimane la sua presenza ai voti cruciali del senato è sempre stata in qualche modo incerta; a un certo punto qualche repubblicano non ha fatto mistero di sperare che muoia, così da compromettere il raggiungimento di quei determinanti sessanta voti.

Oggi Byrd è andato in aula a votare, accompagnato dai suoi colleghi che spingevano la sua carrozzina. Ogni volta che Byrd entra in aula sono sempre abbracci, sorrisi e ovazioni. Byrd ha ripagato tutti rompendo il rigido protocollo del senato al momento del voto. Chiamato dalla presidenza, invece di dire il canonico «Aye» (sì), ha detto:

«This is for my friend Ted Kennedy. Aye!»