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Libero wi fi

Anche quest’anno si riprova ad abolire il famigerato decreto Pisanu. Speriamo sia la volta buona.

“La normativa italiana rappresenta un notevole ostacolo alle nuove modalità di fruizione e accesso alla rete da parte dei cittadini e anche per l’erogazione di nuovi servizi da parte delle pubbliche amministrazioni ed enti pubblici. Servizi informativi georeferenziati trovano applicazione e utilità in molteplici campi, con forti ricadute non solo sulla vita dei cittadini ma anche sull’intero sistema economico di un territorio. A causa dell’art 7 del decreto Pisanu, ad esempio, In Italia nessuna biblioteca, azienda privata o pubblica può dare libero accesso alla propria rete wi-fi se prima non ha fotocopiato o scansionato il documento di identità dell’utilizzatore, si è attrezzata per controllare gli accessi alle singole postazioni e i software utilizzati dagli utenti; con la conseguenza di negare di fatto la possibilità di utilizzo libero della rete wi-fi. A fronte di risultati quasi inesistenti in termini di sicurezza, i costi delle norme oggetto del nostro esame sono invece altissimi. Esse hanno costituito un ostacolo alla crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet: nel momento in cui la rete si apre sempre di più al prossimo grazie alle tecnologie wireless, alla diffusione di device mobili sempre più economici e performanti, in Italia abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiose. L’assenza di una rete diffusa costituisce ostacolo talvolta insormontabile per l’accesso a servizi pubblici della Pubblica Amministrazione, a servizi di infomobilità, a servizi innovativi per la fruizione di beni culturali, ambientali e servizi per il turismo, all’erogazione di servizi specifici destinati a diversamente abili, a nuove forme di fruizione di servizi pubblici in ambienti pubblici come aree verdi, biblioteche, ospedali e ai servizi di sicurezza”

Già, come facciamo?

Ma davvero voi sopportate che ci sia una legge che impedisce il libero wi-fi nel vostro paese? Come si può vivere così?

Magnus Eriksson (cofondatore di The Pirate Bay)

Milano, Italia

Capitale europea, Capitale del PdL e Capitale morale? Ok, ma non d’estate, che qui i soldi pubblici servono a creare tv per autoincensarsi e a premiare il Premier. Al massimo si fa qualche festa in cui vip e popolo sono a fianco a fianco, lasciando gli spazzini a vigilare anche sui reati di mafia. E poi tutti a casa, fra TV e Monopoli, che la città va già bene così com’è, ed è già pronta per l’Expò. Capitale si, ma nell’imitare Roma.

Tour operator

Volevate stare in spiaggia e vi vietano di baciare il vostro partner, ma se restate in città può andarvi anche peggio?

Siete andati alla Festa dell’Unità Democratica, uscendone più confusi di prima sull’identità del PD?

Viaggiavate in treno ma avete dovuto condividere lo scomparto con un leghista portoghese?

Siete preoccupati che il nostro mare possa fare la fine del Golfo del Messico, o magari semplicemente dal non trovare mai un HotSpot Wi-Fi per connettervi durante le ferie?

Vi sconcertano l’epidemia di peste in Romagna e gli altri deliri di Italia.it?

Il concerto a cui volevate andare è stato vietato dal PD locale perché “satanico”?

Non riuscite a stare all’estero senza fingervi svizzeri per non dover giustificare la politica italiana?

Avete paura che il caldo vi trasformi in un’editorialista de Il Fatto, e avete bisogno di una vacanza?

Per tutti voi il prossimo weekend, a Reggio Emilia, c’è il campeggio con più tentativi di imitazione: Andiamo Oltre (e magari prima ditelo anche ad Ambrogio)

Internet, Italia

Mentre l’Unione Europea punta a utilizzare le frequenze liberate dal digitale per diffondere la banda larga senza fili, noi abbiamo ancora in vigore il decreto Pisanu e siamo costretti a discutere le bozze preparatorie del codice di autodisciplina di internet volute dal ministro Maroni (e da Berlusconi, ovviamente, che sta comprendendo le potenzialità della rete).

Intanto Umberto Eco si occupa di un filtraggio opposto, che non avviene con blocchi dall’alto ma imparando a livello individuale a discernere le fonti.

Differenze di metodo/3

Il rapporto del PdL con la rete è noto, stretto fra ignoranza e leggi restrittive. In fondo, loro utilizzano ancora massivamente il fax.

Il PD, tramite Maurizio Baruffi (consigliere comunale milanese candidato in Lombardia) propone invece  un progetto per il Wi-Fi libero.

Un wi-fi sotto l’albero

Per gli abitanti della provincia di Roma. La promessa di Zingaretti è mantenuta.

Wi-Fi: anche Pisanu è contro il decreto Pisanu

L’idea è venuta al mio compagno di banco qui in redazione, Gianluca Di Feo, mentre stavo lavorando alla Carta dei cento per il libero Wi-Fi: «Ma perché non provi a chiedere la firma anche a Pisanu?». Io, gonzo, l’ho guardato come se avesse bevuto: «Ma se l’ha fatto lui il decreto contro il Wi-Fi!». E Gianluca, che la sa lunga: «Tu prova, prova…».

Ora, non è che ho gli ho proprio chiesto la firma, ma ad appello pubblicato gli ho telefonato per sapere che cosa ne pensava. E lui, anziché ridermi in faccia, mi ha chiesto di mandargli una mail molto breve, con una sola domanda secca e semplice in proposito, cosa che ho fatto:

«Non pensa che il decreto del 2005 sui punti Internet pubblici e in particolar modo sul Wi-Fi sia da modificare in senso meno restrittivo?».

Il giorno dopo mi è arrivata la risposta, altrettanto breve:

«Ritengo di sì, tenendo conto, da un lato, che le esigenze di sicurezza sono nel frattempo mutate e, dall’altro, che l’accesso ad internet come agli altri benefici dello sviluppo tecnologico deve essere facilitato».

Ho chiesto di più, ma mi ha fatto sapere che aveva già detto anche troppo – in fondo è un ex democristiano.

In effetti è un piccolo passo per un ex ministro, ma un grande passo per chi sta facendo questa piccola battaglia civile: anche chi ha fatto e firmato la legge che soffoca il Wi-Fi, oggi pensa che non vada più bene, che vada cambiata, che rallenti l’innovazione.

Lo so, Pisanu non è più al governo, conta molto meno, Berlusconi lo snobba, eccetera eccetera. Ma forse ora è evidente a chiunque che cambiare quella legge è un’urgenza per tutti quelli che non hanno due fettone di granprosciutto sugli occhi, stiano a destra o a sinistra.

Quindi, ora che le cose sono chiare, santa pazienza, cambiatela in fretta questa legge rimasta pure orfana.

(Alessandro Gilioli)

Le mille e una piazza

Oggi è il giorno di 1000 piazze per l’alternativa. E già si aggiunge la milleunesima: la rete.

La carta dei cento per il libero Wi-fi

Dopo Wi-fight! si moltiplicano le iniziative contro la proroga del decreto Pisanu. E così, mentre il viceministro delle Comunicazioni ammette candidamente di non essere a conoscenza del problema del wi-fi nel nostro paese, domani l’Espresso dedicherà uno speciale sul tema (sperando che una copia al ministero arrivi) a supporto della proposta di legge bipartisan Cassinelli-Concia. All’articolo è associato un appello con cento firmatari:

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

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