Veltroni, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione

foto corriere.it

Di Francesco C.

La lunga e preoccupata intervista di Walter Veltroni uscita oggi sul Corriere della Sera, disegna uno scenario nuovo nell’azione del partito.

Il segretario non si limita nella sua analisi alla situazione italiana e forse sbilanciandosi nelle citazioni (una è usata per dare il titolo a questo pezzo) parla di modello Putin , ovvero svuotamento della democrazia attraverso la cancellazione del ruolo del Parlamento, modello che rappresenterebbe un rischio per tutto l’Occidente. Con queste premesse Walter Veltroni lancia un attacco frontale non solo verso le politiche del governo ma verso i membri stessi del governo. Si tratta davvero di una svolta, come ci aveva anticipato Francesco Costa qui e qui, rammaricandosi della fine della nuova stagione, oppure si tratta della presa d’atto di un’impossibilità di dialogo con il governo?

Sono due le partite fondamentali che ha affrontato e sta affrontando Veltroni in questi giorni: la vicenda Alitalia nella quale il segretario ha cercato, dopo lo stallo nelle trattative, di guadagnarsi un ruolo da protagonista attraverso il dialogo con la CGIL di Epifani e con Colannino, e la riforma della scuola, in particolare la riforma dell’insegnamento delle scuole elementari che con la reintroduzione del maestro unico che ha incontrato una fortissima opposizione dei sindacati.

La Cgil è tornata oggi in piazza e proprio sulla scuola si minaccia lo sciopero generale. Il Partito Democratico, da parte sua, ha organizzato questo fine settimana una serie di proteste e volantinaggi in tutte le scuole d’Italia sotto lo slogan “salva la scuola!”. Il PD che si schiera con la CGIL, che torna in piazza per difendere la scuola mette davvero in crisi la sua credibilità di partito riformista, come si vede oggi Panebianco sul Corriere della Sera?

Stiamo tornando al vecchio? Stiamo riproponendo il vecchio modello di centro sinistra, coalizione di 10 partiti, diversi per natura e finalità e tenuti insieme dall’unico collante dell’anti berlusconismo?

Non è così, lo scenario politico è cambiato. In Parlamento accanto al PD c’è solo la formazione di Di Pietro a rappresentare quello che era un tempo il complesso e variegato centrosinistra.

Non c’è nessuna svolta anti riformista, l’errore, casomai è credere che la costruzione di una opposizione con un consenso nel paese e sufficientemente forte da essere un girono autonoma, sia sottoposta alla necessità di un forzoso dialogo con il Governo.

Questo dialogo ci deve essere ma non deve però prescindere da alcuni punti fermi.

Il breve scorcio di legislatura ha mostrato che non esiste una base per alcun dialogo, sulla giustizia, sul welfare, sul rapporto tra Stato ed enti locali, sulla scuola, sulle riforme istituzionali. L’agenda del governo è chiara, e non esiste alcuna apertura verso l’opposizione. E’ un’agenda  dettata solo da questioni personali, siano quelle di Silvio Berlusconi imprenditore, di Silvio Berlusconi cittadino, di Silvio Berlusconi capo di un partito politico. La nuova legge elettorale per il Parlamento europeo, è solo l’ultimo esempio. Non siamo ancora arrivati ad una soluzione ma è chiaro che i punti fissati dal governo non sono discutibili. Che senso avrebbe allora cercare un dialogo di fronte le porte chiuse.

La verità è che si è pensato di poter accantonare l’anti- berlusconismo senza accantonare Berlusconi.

PS Mentre scrivo queste righe Berlusconi ha minacciato “una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario”se il Lodo Alfano non passerà il vaglio della Corte Costituzionale, e poi naturalmente ha dato del ridicolo a Veltroni ed al PD. Non aggiungo altro

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7 risposte a “Veltroni, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione

  1. Io sono più dell’opinione di Francesco C. che di quella di Francesco Costa.
    A proposito, ragazzi, ‘sta cosa dei vostri nomi sembra sempre un bisticcio a chi lo frequenta spesso, questo blog, figuratevi per chi ci capita una volta ogni tanto o per la prima volta! Potete fare qualcosa per risolverla??

  2. Potrei chiamarmi Francesco l’altro, oppure Francesco da Siena. Ho tolto il cognome perché mi sembrava di vedermi troppo spesso in queste pagine, comunque almeno nei commenti c’è la mia faccia.
    Detto questo, mi aspettavo una discussione più accesa su questa intervista, sia qui che sul ning, ma tutti sembrano interessati ad altro.

  3. Ciao, Francesco : non è facilissomo dire la nostra su una intervista ,pacata, con molte citazioni dotte, come oramai ci ha abituato il nostro leader.
    La mia idea è vicina alla tua ricostruzione.
    Anche io trovo uno scarto che la destra e Berlusconi, in quanto capo del governo, hanno compiuto in questi primi mesi di legislatura.
    Un approccio al potere, personalistico, sommario e aggressivo. Che deriva non solo dal consenso “imbarazzante” di cui Berlusconi ha goduto nelle ultime elezioni. Ma probabilmente anche dalla volontà di sbarazzarsi di tanti strumenti democratici. Sì anche io sento nell’aria quel disprezzo per i ludi cartacei di fascista memoria.
    E’ questa di Veltroni solo una mossa dettata da calcoli poltici? Ci sta dietro uan linea di ritorno al passato?
    Direi che è presto per rispondere e che molto deriverà dal consenso che Veltroni ottiene all’interno del prtito. E’ chiaro che più sarà indebolito e più sarà forte il richiamo ad azioni pupuliste.
    Voglio aggiungere però che il corriere della Sera, da un po’ di tempo in qua mi sembra una voce meno libera e che comunque vi sono visibili avvicinamenti alla linea più moderata , di condiscendenza all’attuale straripante potere di Berlusconi.

  4. Sinceramente posso solo dirti che la scelta di fare questa intervista sul primo quotidiano italiano e di usare questi toni non è affatto casuale. E’ un segnale, un segnale di cambiamento, per alcuni negativo e sintomo di un ritorno indietro, per me si tratta semplicemente la presa d’atto dell’impossibilità di un dialogo con questa maggioranza.
    Non leggo troppo spesso il Corriere della Sera, mi pare che dopo aver appoggiato il PD in maniera abbastanza chiara, il quotidiano sia passato a sostenere un ipotetica Grande Colazione ed ora navighi a vista.

  5. Chi là visto?
    Quaccuno vide Weltroni? Quel picciotto tiene sempre la testazza altrove. Macari in america o in africa, mammai dove serve davvero.

    U cercassi pecchè non arrinesco a orcanizzare u travagghiu del governo se non cè opposizzione. Sono fatto accussì. Per gestire la mafia mi sono fatto lantimafia. Per avere più piccioli al ponte di messina mi sono fatto pure lambientalista. Per uscire dalla latitanza mi sono fatto cercare. Per non far rrompere i cabbasisi annoialtri dissi di pigghiare un po’ di casalesi. Iè sempre accussì: io sono la materia e lantimateria, leros e il tanatos, il quì il quò il quà…

    Sì, ma, minchiate a parte, qualcuno ha visto Weltroni?

  6. Pingback: L’autunno caldo di Veltroni « Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

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