Il liberismo ha i giorni contati

 

dal sito baustelle.it

dal sito baustelle.it

Non, non si tratta della canzone dei Baustelle, ma del coro unanime di richieste verso il Congresso degli Stati Uniti di tornare su suoi passi dopo la bocciatura del pacchetto da 700 miliardi di dollari proposto dall’amministrazione Bush . Secondo l’Op Ed del NYT la colpa è dei repubblicani, al contrario per il WSJ  è colpa dei democratici che hanno la maggioranza della camera, infine  per Willem Buiter sul FT è il Congresso tutto che si è comportato in maniera immatura.

 

Tutti però sono d’accordo su un punto: “lo stato intervenga!”

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23 risposte a “Il liberismo ha i giorni contati

  1. Piuttosto che “colpa”, direi per “merito”.
    Per merito dei repubblicani si è evitato un intervento statalista sui mercati finanziari.

  2. Nessuno degli editoriali che ho citato sopra sosteneva che fosse un intervento sbagliato, al contrario chiedevano che il congresso approvasse al più presto questa misura, le differenze stavano solo su chi attribuire le responsabilità della mancata approvazione

  3. Negare l’approvazione pronendo alternative non e’ sbagliato. Tuttavia neppure la soluzione dei repubblicani ha convinto. La “colpa” va quindi a entrambi, anche se per differenti motivazioni. Meno male che la scapicollata BCE, almeno secondo il parere dei Mille, ci sta mettendo una pezza.

  4. Mi fa un po’ sorridere il titolo di questo post (“Il liberismo ha i giorni contati”), così come mi faceva divertire Bertinotti quando si accendeva contro i mali del “neolibersimo”.
    Putroppo in Italia il liberismo non è mai passato. Abbiamo due partiti entrambi statalisti (basti vedere come fanno a gara a chi è stato più statalista i due Veltrusconi sul caso Alitalia).
    Figuriamoci il neo-libersimo! Roba da fantascienza. Italia nel 2100.

    Se poi i giorni contati dovesse averli il libersimo in USA, mi dispiace ma ci saranno delusioni in tal senso. Le leggi del mercato sono alla base della convivenza civile e quando sono interrotte spesso si instaura un pericoloso socialismo nazionale.
    Direi di evitarlo ragazzi. Ricordate che la democrazia non basta. Deve essere una democrazia liberale! (e liberista e libertaria, aggiungerebbe Pannella)

  5. Era un titolo ironico, riferito ad una canzone, non una riflessione sull’economia mondiale. Resta il fatto che sia il FT che il WSJ difendo negli articoli che ti ho citato il mega intervento dello stato. (eccoti i liberisti-liberali)

  6. Ah! chiedo venia non conoscevo la canzone. (Mi sa che sono un po’ vecchio).

    Non mi stupisco che FT, WSJ e Bush (e Obama) difendano le mega-banche, visto il potere delle lobby sulla carta stampata e sui politici.

    Però…ottimo segnale che alcuni parlamentari si siano ribellati per rispetto ai cittadini elettori. Da noi in Italia non succederebbe mai.

  7. Solo per segnalare a Francesco che i paesi nordici europei hanno sistemi nazionali socialisti. E mi pare non se la passino male, nonostante i pericoli innati della parola “socialista”.

  8. Quei paesi hanno avuto la loro crisi nei primi anni ’90. Nessun sistema è perfetto

  9. per Antonio:

    concordo che nei paesi nordici nazional-socialisti non se la passino male. Come al solito dipende dalle priorità: in tali paesi si preferisce un medio benessere diffuso alla libertà (che – ahimè – spesso è un po’ violenta, come gli uragani, ma bellissima).

    Tutto non si può avere, a voi la scelta! Meglio essere un pollo nutrito e curato in allevamento oppure pollo selvatico libero?

  10. Da quando Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca non son paesi liberi?

  11. E nazional-socialisti?
    Conosciamo il significato storico delle parole?

  12. Per Davide: interessante articolo sulla Svezia.

    Sweden: the myth of a cuddly liberal democracy (Svezia: il mito di una tenera democrazia liberale)

    che vi linko – in inglese: http://www.spiked-online.com/index.php?/site/article/5445/

    Per quanto riguarda la classifica nello “State of the World Liberty” abbiamo:

    Olanda 19
    Svezia 33
    Norvegia 31
    Danimarca 22

    Italia…41 dopo il Botswana.

    Irlanda 2
    UK 7
    USA 8
    New Zealand 10
    Australia 13

    http://www.stateofworldliberty.org/report/rankings.html

  13. Non chiamiamo le democrazie “nazional socialismi”, si fa un grave errore oltre ad offendere le vittime del nazionalsocialismo si offendono i cittadini europei che in questi paesi abitano.
    @Francesco non conosco l’indice che hai inviato e bisognerebbe capire come è composto, ne allego un altro delle nazioni unite che misura lo sviluppo umano http://hdr.undp.org/en/statistics/
    Come vedi la situazione è ben diversa.

    Messaggio per tutti limitate i links altrimenti finite nel filtro anitspam.

  14. Mi scuso del refuso, spero per me non sia freudiano.

    Sul fatto che l’indice di sviluppo umano generi una classifica abbastanza diversa dall’indice di libertà, mi pare normale. Mi stupirei del contrario, essendo due indici diversi.

    Resto infatti dell’avviso che fra “benessere diffuso nella società” e “libertà degli individui” c’è un trade-off. Non si può avere tutto…

    A ognuno la sua scelta e il pagamento delle consueguenze.

    Interessante dibattito.

  15. ragazzi, non ci lasciam prendere dalla fretta

    Ha detto “sistemi nazionali socialisti”, non “sistemi nazional socialisti”. Il significato è sistemi nazionali di tipo socialista, molto meno pericoloso direi!

    Sulla classifica, invece, a parte che quelle democrazie son messe meglio di noi e m’accontenterei (soprattutto del modello olandese) anche in Irlanda il sistema sociale è abbastanza orientato al welfare senza che per questo si perda in libertà. E anche il sistema canadese, per fare un altro esempio, che nella classifica è al terzo posto.

    Classifica strana, comunque, non so chi la faccia e in base a quali parametri.. l’estonia prima?

  16. Quanto al titolo, nulla in paragone delle stupendo “Il capitalismo ha i secoli contati”, strepitoso titolo di un libro di Giorgio Ruffolo.

  17. E strepitoso libro, se posso aggiungere.

  18. Francesco, la metafora dei polli va bene per i polli, appunto.

    La minore “liberta’” dei sistemi socialisti nordici e’ il risultato del peso dello stato sociale sull’individuo e sull’assunzione di responsabilita’ collettiva implicita per tutti.

    E’ il maggior carico di responsabilita’ individuali per il bene della collettivita’ il motivo di un indice di liberta’ inferiore a quello dei paesi come USA o UK, non supposte barriere dittatoriali o grandi fratelli censori o regole oppressive.

    Va bene far un po’ di copia/incolla di indici sparsi, ma sui numeri bisognerebbe anche pensarci un po’ sopra prima di citarli come la Brambilla.

  19. Grandissimo libro, quello di Ruffolo, ha ragione Gianni.

  20. Pingback: Il liberismo ha i giorni contati/2 « Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

  21. State of the World Liberty e’ una stupidaggine per occidentali che se la cantano e se la suonano da 500 anni flippando da un genocidio all’altro.Sono statistiche che vengono dalle alte cattedre(tutti ma$$oni $ionisti)delle Universita’USA(Universita’ USA=leggi CIA).Dopo un’accurato studio tra gente come Dracula,Jack lo squartatore,Frankenstein e Cheney si evince scientificamente che gli Stati sionisti Anglosassoni sono liberi$$imi,quelli dove gli USA hanno basi militari sono liberi o parzialmente liberi(Italia,Colombia,Messico,Giappone,Georgia,Panama)quelli dove loro non hanno basi militari(Equador,Venezuela,Cuba,Russia,Cina)non sono liberi.Iraq…parzialmente libero…ahhh…perche’hanno gia’ ucciso 2 milioni di civili?(terroristi…?…).
    Smettetela di credere ai media convenzionali e studiate la storia delle societa’ segrete che tirano i fili dei vostri pupazzi di politici.Gli Usa e gli UK non sono stati liberi,sono dittature plutocratico-ma$$oniche ove le gerarchie di potere si trasmettono tramite linee di sangue.Bush,Cheney,Lady Diana,principe Carlo,OBAMA,Madonna,Celin Dion,Bred Pitt,Kerry,…e poi Nixon,Al Gore:SONO TUTTI IMPARENTATI !!!

  22. Poi fra l’altro…sui giornali cinesi(che non sono liberi…)c’e’scritto da qualche mese che la Vostra Liberta’e’ in bancarotta.

  23. il liberismo sta facendo solo gli interessi delle multinazionali, che tengono sotto ricatto i produttori di beni con la minaccia del “si trova per meno”. Così chi è povero continuerà a restare povero e chi ha raggiunto un certo benessere se vuole vendere i propri prodotti deve cederli sottocosto e diventare povero come quelli del terzo mondo. Il liberismo diffonde miseria e sfruttamento, distrugge le economie sane e inquina la terra con la girandola inutile di merci scadenti. Chi inquina deve pagare! Sarebbe ora di mettere una tassa ambientale a tonnellata di merce per i Km percorsi. Solo così si tornerà alle filiere corte, al risparmio energetico e alla riduzione della CO2.

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