I Blogger in Guerra

da Vittorio Zucconi, una riflessione sulla difficoltà di avere uno sguardo lucido sul medioriente:

la domanda deprimente, perchè è la sola che conti davvero è: quali speranze, quali possibilità reali di pace, di ragionevolezza, di compromesso, possono esistere tra esseri umani che quotidianamente si sparano addosso, seppeliscono un figlio, sono bersagliati da razzi e da bombe, se neppure tanti di noi, lontani migliaia di chilometri dalle conseguenze fisiche dei nostri rancori, al calduccio davanti al nostro PC (o, meglio, Mac) riusciamo a pensare, a ragionare senza schizzarci addosso veleno e senza bendarci gli occhi con i nostri pregiudizi? Fa paura scoprire quanto è facile eccitare e scatenare l’odio che portiamo dentro di noi e che chiede soltanto un pretesto per esplodere come un geyser.

Una risposta a “I Blogger in Guerra

  1. Tragicamente vero, quanto scrive Zucconi.
    Iniziamo noi democratici a parlare di solidarietà, di amore, di comprensione per le ragioni dell’altro.
    Parlare non basta, i comportamenti devono seguire le parole. Sempre.

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