Tav

cfiles20300Ho alcune domande che mi frullano in testa, e riguardano ciò che è successo in queste elezioni regionali.
Le faccio in buona fede, come contributo alla discussione ex post.
Parliamo della Tav. La Tav è un male? Gli abitanti della Valsusa dicono di sì, e probabilmente sono gli unici titolati a esprimersi sull’argomento, se non in senso tecnico almeno dal punto di vista personale, quanto agli altri – tutti compresi – ho idea che se ne parli senza molto criterio o conoscenza.
Impressione mia, intendiamoci: mi ci metto pure io tra quelli che sanno di non sapere, e dovrebbero farlo in molti. La logistica, infatti, è una disciplina complessa, una scienza, della quale mi occupo anche nella mia vita professionale e per questo ritengo che non sia risolvibile per sommi capi.
Quando mi sono trovato di fronte il problema di dover dare un giudizio politico sulla Tav – dopotutto mi ero candidato alle primarie – ho cercato di reperire informazioni, di leggere, di capire. Ho cercato di considerare il problema in modo laico, senza pregiudizi, accostandomi a fonti differenti, e poi ho deciso: condizionato, è giusto ammetterlo, anche dalla linea del mio partito e della (ex) presidente Bresso. Ho sbagliato? Può darsi, ma il punto vero è che in effetti non lo so, anzi il punto è che secondo me non lo sa nessuno.
L’idea di una linea ad alta velocità per il trasporto passeggeri è stata, negli anni, efficacemente demolita dai suoi oppositori, tanto che pure i suoi sostenitori ad un certo punto hanno iniziato a parlare non più di passeggeri ma di trasporto merci. Sono cose ben diverse. Da un certo punto di vista, non dovrebbe esserci ecologista o persona che abbia cara la natura che si opponga a un treno che trasporta le merci su rotaia più velocemente e con un impatto ambientale molto inferiore a quello del trasporto su gomma. Eppure, anche questa linea è stata contestata: nelle mie ricerche, ad esempio, ho scoperto che nella parte francese del progetto non si prende praticamente in considerazione l’idea che da quella linea provengano merci e beni di consumo. Capirete che è un problema: se in Italia carichiamo di container i treni che viaggiano sulla Tav, dall’altra parte delle Alpi deve esserci qualcuno, un centro logistico di una certa importanza in grado di gestire quei prodotti e distribuirli. Ebbene, pare che di tutto questo i francesi non vogliano saperne nulla.
Si può anche sostenere – come è stato fatto – che neppure il trasporto delle merci sia un palliativo, e che ognuno debba consumare i prodotti del proprio territorio che non serve trasportare né sui treni né con altri mezzi: è un nobile intento e va certamente incentivato, ma bisogna anche avere una realistica visione delle cose, di un mondo in cui tutti vogliono acquistare prodotti di qualsiasi provenienza e le aziende ambiscono a vendere i propri ovunque nel mondo.
Ciò nonostante, i lavori procedono. E non tutto può passare in cavalleria, neppure in pianura. Non siamo l’unico Paese che si è posto il problema dell’alta velocità, anzi a dirla tutta siamo l’ultimo tra quelli in cui non si usa più cagare in cortile. Beh, negli altri Paesi non si è costruito come si è fatto qui. Se viaggiate sulla A4, e a me capita spesso, non vi sarà sfuggito il muraglione ferroviario che costeggia l’autostrada: magari non ci si pensa, ma le cose possono essere realizzate anche in modo diverso da così. Ad esempio, un treno che viaggia a una velocità terrestre paragonabile a quella di un Jumbo può essere reso invisibile, nascosto: la tutela dell’ambiente passa anche dalla tutela dello sguardo che diamo sul paesaggio, per non parlare del fatto che questa cicatrice che nessun chirurgo lascerebbe su un paziente attraversa anche campagne e zone agricole.
Poi c’è la questione dei valsusini: come dicevo, trattandosi di casa loro, è loro anche il diritto di giudicare quel che accade “in their back yard”. Però mi risulta che in valle, nel passato, siano già state compiute operazioni speculative piuttosto invasive, dalla stazione sciistica all’autostrada, che forse in molti non ricordano per il semplice fatto che all’epoca dei fatti non suscitarono tutto questo sommovimento protestatario. Mi risulta anche, ma ammetto che la cosa è più controversa, che non pochi tra i leader del movimento No Tav abbiano qualche interesse personale, di diretta dipendenza insomma, a difendere l’autostrada dall’avvento di quella linea ferroviaria. Sarà vero? Sarà falso? Più informazioni si hanno meno informazioni si hanno, il buon senso suggerirebbe cautela, ma in ogni caso non trovo accettabile l’atteggiamento di chi, per scopi puramente politici, sostiene di possedere la verità tecnicamente intesa, perché le fonti sono a disposizione di tutti ed è molto pericoloso sostenere che solo le proprie sono attendibili.
So di ripetermi, ma le cose sono più complicate di così, sono più complicate di Sì Tav e No Tav. Però mi sembra di capire che la cosiddetta gente voti in base alle semplificazioni: personalmente ritengo la cosa una tragedia, e penso che il compito della politica dovrebbe essere quello di non fomentarle e di suggerire l’approfondimento. Invece, in particolare in questo dato momento tutto italiano, le semplificazioni vengono addirittura incoraggiate, con lo scopo di sfruttarle biecamente. Lo fa con grande sfoggio Berlusconi, e siccome funziona bene lo fanno anche tutti gli altri, e intendo tutti, anche coloro che più si evidenziano come paladini dei cittadini e dei loro diritti. Cosa che, secondo me, fa loro un torto doppio, perché non è possibile in alcun modo perseguire il bene attraverso il male.
Semplificando, infatti, capita così che destra e sinistra vengano descritti come se fossero la stessa cosa, ed è un concetto sostenibile sotto molti punti di vista: ad esempio riguardo l’attaccamento al potere, che però è un dato umano, e non politico. E’ trasversale come fosse scritto nel codice genetico, e se si è in cerca di qualità diverse bisogna cercarle tra altre specie, perché tra gli esseri umani lo troverete sempre.
E’ importante, capire che l’uomo tende ontologicamente al male, anzitutto perché così non ci si fanno illusioni, non importa quanto siano alti i principi con cui qualcuno ci si para dinnanzi. Mettere la fallacia umana nel conto delle cose è l’unico modo per riportare la discussione fuori dai preconcetti, e passare più serenamente dal piano ontologico a quello deontologico. Ovvero, capire la differenza tra ciò che l’uomo è, e ciò che dovrebbe essere.
Tendiamo naturalmente verso un mondo idealmente perfetto, ma siccome c’è in noi qualcosa che non va la nostra opera non è mai all’altezza delle premesse, a volte di poco ma più spesso con differenze consistenti. Chi entra in politica pensando di essere esente da quel tarlo compie un’operazione intellettualmente disonesta, e non so fino a che punto ingenua, ma rifiutandosi di capire le differenze non dico tra i partiti, ma semplicemente tra le diverse persone che già governano o vorrebbero governare il territorio commette un errore ulteriormente più grave: la semplificazione di cui parlavo poco fa.
Semplificando, Bresso e Cota vogliono entrambi la Tav, e quindi sono uguali. Sono entrambi il male, e chi li affronta invece è il bene, senza sfumature. La Regione governata dal centrosinistra, però, aveva abolito i ticket: significa, in termini molto concreti, che per molte persone l’assistenza sanitaria era garantita, accessibile e gratuita. Perfettibile? Sicuramente, ma dall’altra parte Cota fa parte di uno schieramento che i ticket li aveva introdotti, e se saranno ripristinati sarà un problema per molte persone, inevitabilmente per le più deboli tra esse.
La Regione governata dal Centrosinistra aveva abolito le tasse universitarie per i ragazzi di famiglie non abbienti. E’ forse perfetto il modello accademico piemontese? Probabilmente no, ma presto molti ragazzi dovranno risolvere – non si sa come – il problema di proseguire studi già molto costosi per molti altri fattori, in particolare quelli fuori sede.
La Regione governata dal Centrosinistra aveva, per imprinting culturale, un certo tipo di politica della tolleranza nei confronti degli immigrati, delle minoranze, dei diritti individuali, tra gli altri, degli omosessuali. Torino come San Francisco? Forse no, ma se un domani con Cota dovessero arrivare non dico i rastrellamenti – spero proprio non si finisca tanto in basso – ma anche semplicemente norme punitive per chi vende kebab – succede già in Veneto e Lombardia – molte persone per bene si troverebbero in guai molto seri, senza aver fatto nulla di male.
La Regione governata dal Centrosinistra cercava, in un Paese in cui non è semplice, di tenere un profilo istituzionalmente laico, ad esempio a proposito di pillole e testamento biologico, su cui erano già pronte iniziative di contrasto e di autonomia rispetto al pessimo testo che è in discussione in parlamento. A questo proposito non ho neppure bisogno di usare il condizionale, perché Cota ha già detto molto chiaramente cosa ha in mente, arrivando a mettere in discussione il diritto all’interruzione di gravidanza.
Però, la Regione governata dal Centrosinistra voleva costruire la Tav. E per questo, un elettorato che probabilmente un tempo era il proprio l’ha punita e, come si usa dire con espressione infelice, “mandata a casa”. Badate, non sto sottovalutando l’importanza della Tav, non mi permetto. Ma ne valeva la pena, soprattutto pensando che ora i diretti interessati, i soliti valsusini, si troveranno a trattare con qualcuno ancor meno propenso al dialogo? Certo può darsi che la vocazione ecologica del Pd sia inferiore a quella che dovrebbe essere. Ma vogliamo parlare dei propositi della Lega di essere paladina e difensore del territorio, quando ha in programma non solo la Tav, ma anche le dighe e addirittura le centrali nucleari? Inoltre, e lo dico provocatoriamente, si rendono conto gli abitanti della Valsusa, un tempo comunisti, che in un Paese comunista di quelli che esistevano prima della caduta del Muro di fronte alle loro proteste sarebbero stati deportati? Per contro, negli Stati Uniti, dove l’arrivo della Ferrovia aveva coinciso con la fine della fase coloniale, i treni passarono preceduti dai soldati, dagli espropri, dagli omicidi e dalle sopraffazioni. Metodi per noi inaccettabili, dietro cui forse erano sbagliati anche i motivi stessi della civilizzazione, ma scardinati da una forza che nessun movimento civile avrebbe potuto fermare, e probabilmente non può neppure oggi. E anche con la Storia ci si dovrebbe fare i conti, a un certo punto.
Io non voglio quindi dire che il centrosinistra ha perso le elezioni per colpa dei grillini – ecco, ci ho messo un po’ ma finalmente li ho citati direttamente – perché sarebbe, indovinate un po’, una semplificazione. Io ho delle domande, e le ho fatte: mi piacerebbe sentire delle risposte.
Non ho voluto esporre la tesi del male minore, perché per quella mi sarebbe servito molto meno spazio di quello che ho usato: io vorrei parlare di bene superiore.
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Una risposta a “Tav

  1. chi l’ha detto che una linea ad alta velocità per passeggeri non funziona ? Io vivo in Francia, se voglio andare in Italia prendo l’aereo ovvio ma se voglio andare In germania o nel nord europa ovviamente si va in treno, costa uguale, tra check in e navetta faccio anche prima.
    La posizione della gente della val di susa è puro Nimby

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