Ci vorrebbe er Piotta

da Macchianera

Niente spiega meglio l’inutilità di un ministero (non solo filosoficamente, ma anche in senso pratico) quanto la relazione dettagliata delle sue attività fatta dagli stessi gerenti. Proprio all’indomani delle elezioni regionali, Silvio Berlusconi ha incontrato la nostra Madame Von Schirac all’amatriciana, Giorgia Meloni, ministra della gioventù, la quale ha snocciolato le cifre dell’intervento del suo ministero a favore dei giovani italiani.

Suggerisco fortemente la lettura del rapporto, per i suoi risvolti comici e per la prospettiva che fornisce su una propaganda di cartone attaccata al muro con i chiodi.

Fra le cose più belle segnalo come successo del ministero della gioventù il sostegno alla cassa integrazione nazionale (che include i 50enni operai alla Fiat) come politica di supporto al reddito delle generazioni più recenti, per non parlare degli 800 milioni alla banda larga messi nel calderone perché, si sa, Internet è una roba pe’i giovani, mica un’infrastruttura tecnologica necessaria al paese.

Ma le sorprese più belle giungono sul fronte edilizio. Si aumenta un fondo di garanzia per i mutui delle coppie under 35 per un valore del capitale garantito di circa 100-200 appartamenti, pregando nel contempo che gli interventi per 500 milioni nell’edilizia popolare, diano il risultato sperato di far fiorire 100mila (100mila!) appartamenti sociali a basso costo, sempre per i giovani ma mica solo per i giovani, con un contributo ad appartamento di circa 5mila euro (le tubature). Il tutto con un’osservazione che trovo straordinaria in un documento di rendicontazione ministeriale, “se tutti faranno il loro dovere” (chi? quando? a che riguardo?).

Il vero dovere del nostro governo, in realtà, sarebbe quello di far sparire un ministero pleonastico e ridicolo – e non si dica che almeno si fa qualcosa, in politica e in economia l’irrilevanza è un costo opportunità complessivamente dannoso -, affrontando il vero macigno che pesa sulla testa delle ultime generazioni, la quota di ricchezza (il 50%) e di PIL (fino al 16% nei prossimi anni) che va agli over 55 sotto forma di rendite finanziarie e pensioni, anche finanziate dal debito pubblico, togliendo ossigeno al dinamismo delle opportunità, alla capacità di indipendenza e autodeterminazione di 20enni e 30enni.

(noi siamo i giovani/i giovani/ i giovani)

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