Il miliardario pop

Nella lontanissima Thailandia una massa di contadini poveri e arrabbiati ha invaso la metropoli Bangkok per riportare al potere un miliardario. Si tratta del presidente del partito Thai rak Thai: i Thai amano i Thai. I rivoltosi accusano i governativi di essere una cupola di algidi snob e di aver fatto fuori l’ex premier (il miliardario dell’amore) grazie a un ribaltone parlamentare propiziato dalla compiacenza dei poteri forti e dalle inchieste della magistratura. Il miliardario, in esilio dopo una condanna per corruzione, possiede un impero di telecomunicazioni, una squadra di calcio fra le più importanti d’Europa e una quantità imprecisata di villone. Eppure i poveri ribelli sostengono che lui è uno di loro e prendono a calci le auto di media cilindrata della borghesia intellettuale di Bangkok – impiegati, insegnanti, funzionari pubblici – che li disprezza e da cui si sentono disprezzati. Per rappresaglia il governo ha oscurato la tv del miliardario, il cui portavoce (un cantante) ha minacciato pesanti ritorsioni.

Ora, è evidente che quella è la Thailandia e certi fenomeni populisti non potrebbero mai attecchire qui da noi. Ma da osservatori, sia pure distaccati, ci poniamo egualmente un quesito: come è possibile che un povero contadino si senta rappresentato da un miliardario e accusi di snobismo e insensibilità sociale chi sta appena un po’ meglio di lui? Chissà se qualche thailandese si degnerà di risponderci.

Massimo Gramellini

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Una risposta a “Il miliardario pop

  1. beh vedi anche se Thaksin Shinawatra non è certo un eroe del popolo ha spezzato per la prima volta il monopolio delle elites borghesi e militari di Bangkok. Ha capito che poteva crearsi una solida base di potere destinando risorse statali (posti di lavoro, infrastrutture etc) all’entroterra agricolo i cui abitanti sono considerati da millenni come meno che animali.
    Poi mi sa che fraintendi, quei contadini non lottano per riportare Thaksin in Thailandia (ok, almeno non solo) lottano per ribadire il principio che loro avrebbero beh diritti, una dignità.

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