Italia si, Italia no, Italia boom?

Le riflessioni di Carlo, all’interno del circolo:

Lega Padrona

La cappa di piombo dell’asse Lega Nord-Berlusconi ha imprigionato l’Italia per soffocarla. Silvio Berlusconi è un cadavere politico che rimane in piedi e cammina sorretto dalle guardie della mummia padana Umberto Bossi.
Re Papi parla con lingua leghista che rischia di cancellare dal vocabolario la parola italiana. Sta consegnando il Nord Italia ai padanisti, venduto in cambio di un posto al Quirinale.

Fronte del Nord

Dopo la rottura di Tangentopoli sono 20 anni che governano i Signori del Nord e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Siamo messi peggio di prima.
Forza Italia ha creato la sua corte di lecchini, consiglieri ben pagati, e mignotte a buon mercato. Allo stesso tavolo si spartiscono favori e risorse. Avanti clienti e claque, via i meritevoli e gli spiriti liberi.
Roma ladrona piace ai parlamentari leghisti che non hanno mosso un dito per toccare privilegi e prebende. Sotto il comando della Lega Padana aumentano le diseguaglianze e si ripresenta come un tempo la corruzione. Ma alla canea vociante ego-xenofoba, al popolino bavoso pronto a sbranare bisogna dare in pasto il prossimo extra-comunitario.
I nuovi ricchi al potere hanno imbarbarito e impoverito il paese lasciando irrisolti i problemi di fondo della Repubblica. Prodi e l’Ulivo non hanno fatto di meglio e la loro azione è stata irrilevante.

La Crisi

E’ la crisi ad aver consumato la leadership via etere di Berlusconi e a rimettere in pista il corpo solido del partito leghista. La storia ha cambiato canale ma nello switch-off nazionale le trasmissioni sono rimaste sintonizzate sui vecchi programmi.
Nel cuore del sistema economico mondiale l’ometto nero alla guida di sinceri democratici ha sfidato potenti lobby assicurative e finanziarie per dare maggiore protezione ai più deboli (senza potere) e garantire ai cittadini un avvenire più giusto e pulito.
Ci sono tempi in cui il riformismo deve essere rivoluzionario perché non può avanzare se non scardina assetti consolidati e non ribalta lo stato di cose presente. La crisi produce una radicalizzazione.

Destra, centro-destra

La questione della soggettività politica non riguarda soltanto la regione politica del centro-sinistra/sinistra. Anche nel fronte avverso è in atto un processo di trasformazione politica. Dopo l’esplosione del sistema politico della Prima Repubblica a DC, PLI, PRI sono subentrati Forza Italia, Lega Nord, CCD e Alleanza Nazionale. In seguito Forza Italia con AN ha costituito il Popolo delle Libertà e vari pezzi dell’arcipelago ex-democristiano hanno formato l’UDC. Grosso modo questi sono gli attori politici fondamentali sebbene il panorama politico sia, visto da vicino, maggiormente articolato e frammentato.
Le caratteristiche della rappresentanza politica dell’universo di centro-destra/destra non sono le stesse che in passato. Il passaggio di mano nella conduzione non è avvenuto senza soluzione di continuità della soggettività politica. In questo senso, l’area intorno a Fini pone una questione di qualità della rappresentanza dentro le fila del centro-destra/destra. Essere passati dalla DC a Forza Italia-Lega Padana non è un problema da poco e ciò interessa eccome le forze del centro-sinistra/sinistra. Lo scontro in questo campo sarà e dovrà essere a tinte forti perché ne va del futuro del paese. In certi momenti della storia le carte si sparigliano. Quanto poteva sembrare innaturale in un contesto europeo una alleanza tra DC e PSI-PSDI? Tanto sarebbe una convergenza, in condizioni di attacco alla costituzione e di crisi della nazione, fra PD-IDV-Sinistra e Libertà, Area Finiana e UDC?

Patto repubblicano, costituzionale e italiano

Dopo Casini, Fini. E’ lo spostamento politico di Silvio Berlusconi, la sua connessione sempre più profonda col leghismo ad aver determinato una prima ed una seconda rottura nello schieramento di centro-destra.
Il registro della crisi è complesso e non consente semplificazioni. Ma la situazione critica ridisegna la geografia delle forze in campo rendendo più chiaro il carattere del confronto o del conflitto politico.
Il blocco sociale della destra perde consistenza e si assottiglia, ristrutturandosi diventa sempre più a guida leghista. Perciò comincia a cambiare la natura di questa parte politica.
Questo sommovimento, le cui caratteristiche composite vanno ricostruite, riconsegna alla discussione il tema della difesa dell’unità nazionale. La “secessione dolce” in tempi mobili e ruvidi fa in fretta a trasformarsi in separazione hard.
Il sommario della crisi dice indivisibilità della nazione, costituzione e lavoro.
Su tutti e tre i piani i segni di crepe e rotture sono evidenti. Quali e quanti devono essere i soggetti per rimettere a posto tutti i danni causati?
Quale potrebbe essere un percorso di riorganizzazione politica per dare un punto di riferimento stabile, forte e indicare una meta, un orizzonte al paese? Gli Stati generali dell’opposizione costituzionale?

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