Gambero Rosso

Oggi Gramellini, aprendo il giornale, ha scoperto che le notizie son le stesse del 2002. Sarà per adeguarsi ai tempi che nel PD si sta andando decisi verso un ritorno al passato:  il 22 Maggio (giorno della finale di Champions, così i giornali avranno altro di cui parlare) l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico sarà chiamata a votare modifiche statutarie riguardanti le Primarie. Civati promette battaglia, Paolo Cosseddu scrive a Marino e Franceschini. Bersani, però, ha dalla sua quanto aveva scritto nella mozione:

(Il PD) Partecipa alle primarie di coalizione con un proprio rappresentante scelto da iscritti e organismi dirigenti

Ci si chiede quanti lo abbiano letto, e quanti lo avrebbero approvato, andando in fila ai gazebi, se avessero saputo di votare per non votare più.

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14 risposte a “Gambero Rosso

  1. Mentite sapendo di mentire. Le primarie alle quali hanno votato erano quelle per eleggere il segretario, non quelle per scegliere il candidato sindaco o il candidato presidente di provincia o di regione a cui si riferiscono le norme dello statuto che si propone di modificare.

  2. Pingback: Sono incazzato. Al quadrato. « Champ's Version

  3. redazionepdobama

    Anche le code ai gazebi per Renzi erano per il segretario nazionale? Ti viene in mente che gli elettori son sempre gli stessi, e che una possibilità di partecipazione (l’ultima rimasta) gli verrà tolta?

  4. non gli verrà tolta
    (non vedo più il testo del post è un problema del mio mac?)

  5. Marco temo che sia un problema del tuo mac, io vedo tutto bene (tranne il fatto che fra dare possibilità di candidature plurime di partito e mettere una soglia, tra l’altro così alta, ci sia differenza, e si snaturi il senso delle primarie stesse, a meno di doverci andar sempre a cercare un “papa straniero”)

  6. (risolto, grazie) sulla soglia concordo, sullo “snaturare no”

  7. Temo ci sia differenza in base all’importanza che si danno alle primarie stesse come formazione delle idee del partito. Puoi far tutto al chiuso e poi usarle per dare una faccia alle idee, oppure far sì che siano le idee stesse a confrontarsi con le primarie, quasi indipendentemente dalla faccia che le rappresenta. Io ritengo che siano utili solo nel secondo caso e nel primo tanto vale non farle. In ogni caso si parla di due impostazioni di partito ben diverse.

  8. cioè tu pensi che le primarie per scegliere il sindaco servano a confrontare diverse idee chessò sull’acqua pubblica? siamo seri davide: solo dentro un partito puoi intavolare una discussione seria sui temi. te lo dico per esperienza: costa fatica tempo impegno struttura…

    altro è dire che quel confronto “interno” debba essere aperto a tutti anche agli elettori in modo che sia il più condiviso possibile e che la scelta del candidato sindaco (per restare all’esempio) avvenga in modo più consapevole.

    Su questa seconda cosa sono così d’accordo che il lavoro sulla scuola è tutto fatto così, ma le primarie non c’entrano

  9. Si, lo penso. Attenzione, non dico che l’altro modo sia “sbagliato”, però, dico solo che è meno partecipato e più “classico”, e che le primarie alla fine di un percorso del genere, solo per scegliere una faccia, tanto vale non farle.
    Prendi l’esempio americano. Hillary e Obama con due programmi differenti, elaborati sicuramente in modo “serio” entrambi, ma fra i quali poi son stati gli elettori a dover scegliere. E nel corso delle primarie c’è anche modo di modificarli, questi programmi, contaminandosi l’un l’altro per offrire una piattaforma che sia più condivisibile. Tale processo aiuta per il dopo, in quanto le idee sono di certo più forti, più conosciute, più condivise (e più votate) dall’elettorato, rispetto alle seppur ottime riflessioni che vengon fuori da “esperti” ma non vengono poi confrontate con la realtà fino alle elezioni “vere”. Poi lo ammetto, in questo processo posso avere una “deviazione professionale” di Human Centered Design… in cui la valutazione esperta è necessaria per la progettazione, ma tutte le idee si verificano con fasi cicliche di Test Utente prima di esser validate ;)

  10. Sulla parte finale del processo concordiamo: vince chi ha più consenso. Mai il problema è dove elabori i programmi. In America hanno i think tank, io preferisco i gruppi di iscritti ed elettori supportati da tecnici. Legittimi entrambi i metodi, concordo, ma converrai che è più aperto il “mio” del “tuo”…

  11. La fra se giusta è “Ma il”, non “Mai”

  12. Non convengo. I think tank, se ben funzionanti, hanno già la capacità di ascolto del gruppo interno al partito. Il vantaggio in più è che son tanti, e dunque c’è più ricchezza di eleaborazione della proposta, che non sono legati direttamente al partito (con le distorsioni che questo può creare) e che soprattutto quando si arriva alle primarie hai uno scontro di idee aperto a tutti gli elettori, e non solo a un gruppo ristretto, per quanto rappresentativo sia ;)

  13. Champ. mi dispiace che tu viva in una città dove non si fanno le primarie per via dei candidati fortissimi che avete.
    qui a Venezia quelle per il sindaco hanno portato 13.000 persone a votare, e soprattutto hanno visto un bellissimo dibattito cittadino con grosse divergenze soprattutto su un tema caldo come il quadrante di tessera.
    c’è da dire che ha partecipato anche una donna (rarità) che aveva il voto di meno del 35% dell’assemblea. e sarebbe stata esclusa con le nuove norme…

  14. Pingback: Il valore delle primarie: un patto intoccabile tra Democratici e cittadini « Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

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