Lieto fine (si spera)

di Tahar Lamri su Internazionale

Ismail Ademi, Issi per gli amici, è albanese. “Ho 26 anni. Da tredici vivo ad Arezzo”, spiega. “Faccio il consulente interculturale per ong, enti pubblici e aziende. Amo l’Italia e voglio impegnarmi per farla migliorare. Ho fatto domanda per avere la cittadinanza italiana”.

Il 26 aprile 2010 il ministro Renato Brunetta ha lanciato la posta elettronica certificata. “Per richiedere l’attivazione del servizio basterà collegarsi al portale postacertificata.gov.it e seguire la procedura per inoltrare la richiesta”, si legge sui giornali. Issi, cittadino modello, si collega. Accesso negato. Chiama il numero verde. Risponde una voce registrata: digita 1 se sei cittadino, 2 se pubblica amministrazione. “Ho digitato 1, ma la voce mi ha detto che il servizio è riservato ai cittadini italiani maggiorenni”, dice.

Il 27 aprile Issi ha scritto un’email a Brunetta: “Fino a quando continuerete a discriminare le persone che sono cresciute in Italia, hanno studiato qui, lavorano e pagano le tasse? Spero che si sia trattato di un errore tecnico e di poter accedere agli stessi servizi dei ‘concittadini di stirpe italica’”.

Ha scritto anche una nota su Facebook, che è arrivata ai suoi amici, tra cui il deputato Andrea Sarubbi. Il tempo di leggerla e Sarubbi l’ha chiamato al cellulare, passandogli Brunetta: “Caro signor Ademi, ho letto con interesse la sua lettera e condivido le sue considerazioni. Oggi l’estensione del servizio di posta certificata a chi, straniero, risiede in Italia è impedita dalla legge. Ma vorrei modificare al più presto questa situazione presentando una proposta di modifica in parlamento. Inoltre m’impegno a individuare le soluzioni tecniche per consentire il rilascio del servizio ai residenti che non sono cittadini italiani”.

Il 28 aprile i giornali locali di Arezzo intitolavano: “Aretino fa cambiare la legge a Brunetta”. Aretino in tutto ma albanese nei diritti, viene da dire.

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Una risposta a “Lieto fine (si spera)

  1. CRISI ECONOMICA: 10 MILIONI DI EURO A SANTORO!

    Il Governo promette una lunga stagione di lacrime e sangue: stipendi, pensioni e liquidazioni congelate! La Rai, in perfetta sintonia con la crisi che attanaglia il Paese, ‘liquida’ Santoro e gli dà una BUONUSCITA DI 10 MILIONI DI EURO! Il conduttore di “Anno Zero” – da sempre di sinistra, da una vita paladino delle giuste cause di lavoratori, consumatori e pensionati, insomma strenuo difensore dei ceti deboli di questa società nella quale e sulla quale ha costruito le sue fortune professionali ed economiche – abbandona il suo ruolo di ‘dipendente’ del servizio pubblico radiotelevisivo e si prepara a un futuro di ‘collaboratore esterno’ con un accordo milionario. Il giornalista si dedicherà alle docu-fiction, probabilmente per Raitre. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione della tv pubblica (7 voti a favore e 2 astenuti) che ieri ha approvato un accordo quadro per la “risoluzione consensuale” del rapporto di lavoro di Santoro. L’intesa prevede la realizzazione di nuovi progetti editoriali che verranno realizzati da Santoro nei prossimi due anni. Al giornalista andrà una BUONUSCITA DI DIECI MILIONI DI EURO! Che i vertici della Rai gettino denaro pubblico al solo scopo di stare tranquilli ed evitare che giungano loro le puntuali telefonate di Berlusconi per fermare Annozero, sostituendolo con un giornalista più malleabile e rispettoso degli ordini di scuderia, risponde solo agli interessi politici e non a quelli giornalistici ed economici della Rai. Ma con quale faccia, poi, la televisione pubblica si presenterà a chiedere il canone anche a persone che non riescono nemmeno a pagare l’affitto di casa?

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