Perchè in Italia non comandano i politici 40enni

“Tra Italia e Gran Bretagna”, osserva il professor Hine, “vi sono differenze fondamentali sia nella forma della comunicazione politica tra partiti e votanti, sia nella struttura di potere all’interno dei partiti. Gli elettori britannici sembrano esigere partiti guidati da leader giovani e articolati, con i quali essi possono identificarsi. Perchè gli elettori del Regno Unito danno la precedenza a giovinezza, bell’aspetto, classe media, una moglie incinta (come quella di Cameron, ndr.) eccetera, piuttosto che a esperienza e peso politico? Direi che una importante narrativa nella politica britannica è la richiesta di rinnovamento e cambiamento e per i votanti è più facile capire che otterranno quel cambiamento quando c’è un passaggio generazionale di leadership. Il cambiamento diventa in tal modo molto visuale”.

“Ma un altro motivo ha a che fare con le diverse strutture di potere nell’universo partitico di Gran Bretagna e Italia, e un altro motivo ancora è connesso all’abitudine italiana alla deferenza verso le autorità, e queste due motivazioni sono legate una all’altra”, prosegue l’analisi del professor Hine. “I partiti italiani sono profondamente gerarchici, e dipendono da complesse catene di relazioni reciproche. Queste relazioni sono molto difficili da spezzare. Non puoi spezzarle, come David Cameron fece in Gran Bretagna, facendo bella impressione con un discorso a un congresso del partito (nel 2007, in cui, parlando a braccio, si guadagnò praticamente la leadership dei Tories, ndr.). Tutti gli italiani, di sinistra come di destra, sono cauti e conservatori, e si attaccano a quello che hanno. Questo non è un difetto morale degli italiani, è semplicemente una risposta razionale al modo in cui vengono viste le cose.  Perfino quando Veltroni viene avanti parlando di un nuovo partito, il vecchio partito riafferma se stesso. D’accordo, ora è Bersani e non D’Alema, ma sostanzialmente è la stessa cosa. Lasciamo fuori dal discorso Silvio Berlusconi, naturalmente: il Pdl è una sussidiaria della Silvio Berlusconi Inc. di cui egli ha la maggioranza del pacchetto azionario, e soltanto Iddio può rimuoverlo da quella posizione.  Ma, tornando alla sinistra, la vecchia guardia sa dove giacciono i suoi interessi a breve termine, e la vecchia guardia è piuttosto numerosa. Un mucchio di gente dipende ancora dal patronato, nella politica italiana. Nella politica britannica è molto diverso. A livello locale, da noi, le cose sono totalmente decentralizzate e indipendenti, e i partiti non hanno una diretta struttura di potere che scende dall’alto fino al più basso livello locale. Sicchè, se Cameron rimpiazza Howard (l’anziano leader precedente dei Tories, ndr.), a chi importa? Non solo non muore nessuno, ma nessuno perde niente, a eccezione del gruppo parlamentare, che è fluido, mutevole e altamente consapevole che ha bisogno di sostenere un leader capace di vincere le elezioni”.

Food for thought, come si dice in inglese.

[UPDATE: leggete anche qui]

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