Ha ben piccole foglie, la pianta del tè*

* ©Civati

Vi ricordate di Scott Brown, il repubblicano che soffiò ai democratici il seggio di Ted Kennedy e che per questo era diventato l’idolo della destra, dei tea party, degli anti obamiani? Beh, ha appena dato il voto decisivo per il passaggio al senato della riforma finanziaria voluta dai democratici.

(Francesco Costa, sul suo blog)

“Una vittoria contro un’orda di lobbisti”, l’ha definita Barack Obama. E’ la più grande riforma delle regole dei mercati finanziari e del settore bancario americano dai tempi della Grande Depressione. Il passaggio decisivo è avvenuto ieri sera con il voto 59 a 39, al Senato. Un successo notevole contro la resistenza di Wall Street, incassato in tempi-record rispetto a quelli della riforma sanitaria.

Un via libera per le nuove regole che limitano l’attività speculativa delle banche, conferiscono nuovi poteri agli organi di vigilanza inclusa la facoltà di smembrare istituti di credito troppo grossi, e creano all’interno della Federal Reserve (ma con un margine di autonomia) una nuova authority che avrà come unica funzione la tutela del piccolo risparmiatore e dell’utente di servizi finanziari.

(da Estremo Occidente)

[UPDATE: va riconosciuto che a livello elettorale, però, i “patrioti” stanno riscuotendo molti success. Ad esempio l’arzillo Ron Paul è riuscito a far scegliere quel genio di suo figlio Rand alle primarie del Kentucky, per dire. Noi abbiamo il Trota, loro il pollo fritto]

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