Due anni buttati via

Sono passati appena due anni da quando Silvio Berlusconi si è reinsediato a Palazzo Chigi. Con una maggioranza schiacciante nei numeri e con tutte le possibilità di riformare il Paese, il Presidente del Consiglio si è calato la maschera di panacea di tutti mali. Ad ogni azione di governo è corrisposto un evento mediatico con tanto di nani e ballerine. Tante cose sono accadute in questi due anni. Troppe. Stiamo meglio? L’Italia è un modello da seguire? Berlusconi ha governato 7 degli ultimi 9 anni con un solo risultato visibile: il fallimento. Benvenuti nel governo dei misfatti!

La prima domanda che tocca porci è: ma delle tante riforme sbandierate quali sono ora attive? Quale attività ha svolto il Parlamento nel suo incarico istituzionale? Anche in questi casi la risposta è molto semplice: nessuna.
Con 343 deputati e 174 senatori a sostegno, la stragrande maggioranza del Parlamento, il governo è ricorso al voto di fiducia già 34 volte mettendoo in risalto la negazione del rispetto delle principali regole delle istituzioni democratiche. A volte hanno motivato la richiesta d’urgenza per impedire eventuali ostruzionismi delle opposizioni. A volte, il maggior numero dei casi, solo per blindare decisioni che riguardavano l’immunità di una sola persona: Silvio Berlusconi. Con 34 fiducie in 2 anni il governo vede il Parlamento come Facebook, per Berlusconi c’è solo il Mi piace

In media una fiducia e mezzo al mese, e senza motivo.
In questi due anni, il presidente del Consiglio ha lavorato più di sondaggi che di politica. Presente nei luoghi delle disgrazie, assente da Palazzo Chigi per risolvere la crisi economica che ha tolto speranza a molti lavoratori, annebbiato il futuro delle nuove generazioni, peggiorato l’anzianità dei pensionati. La Croce Rossa consegnava le prime case a L’Aquila e lui si prendeva il merito. Poi volava da Putin a risolvere conflitti diplomatici internazionali e otteneva in cambio comodi lettoni per escort.

Sono stati due anni che hanno segnato il passo con scandali più o meno seri e che sono stati sistematicamente oscurati dalle televisioni e dai telegiornali guidati dai fedelissimi del premier. Un gioco fatto da interruttori a distanza: accendere i riflettori sui successi e spegnerli quando era evidente il fallimento. Ma è diverso tempo che questo gioco è in corto circuito perché i successi sono solo un lontano miraggio.
Il governo attraverso il suo sito, quello degli altri ministeri e le prossime conferenze stampa in pompa magna, ora ci presenteranno un film fatto di cieli azzurri e puliti, di benessere e qualità della vita. Di italiani felici e contenti anche davanti alla crisi. Un film di balle e fantasia.

E ora che si è scoperto come la corruzione e la cricca abbiano coinvolto alcuni ministri e personaggi di spicco del Pdl non si capisce con quale faccia di bronzo il capo-padre-padrone possa chiedere la testa degli affaristi e degli arricchiti. Lui che è l’unico a non essersi mai dimesso neanche davanti all’evidenza.
Chi è stato il comprimario a sorpresa di Berlusconi? Guido Bertolaso. Di cui servirebbero le dimissioni immediate del sottosegretario con delega alla Protezione civile. È la richiesta che il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, torna a fare durante la Marcia della Pace da Perugia ad Assisi. Bersani ha ribadito che “Bertolaso si dovrebbe dimettere per il buon nome della Protezione civile, che è una cosa straordinaria e che va messa al riparo dai dubbi. Già da tempo doveva essere avvenuto per non lasciar la Protezione civile in questa situazione ambigua e difficile”.

A proposito del disegno di legge anticorruzione, Bersani ha osservato che “ora dicono di volerlo rafforzare. Benissimo. Lo voglio credere: se Berlusconi potesse far dimettere intanto qualche sottosegretario che ha lì in giro, sarebbe già una misura anticorruzione. Andiamo un po’ al concreto, di chiacchiere siamo stanchi. Qui non è questione di mele marce – ha aggiunto il segretario del Pd -, è il cesto, cioè un sistema di regole balorde e volutamente sbagliate che hanno consentito deroghe enormi ai meccanismi e alle normative europee in termini di appalti e quindi hanno aperto un autostrada alla corruzione”. E Bersani ha espresso la speranza “che le inchieste su queste vicende vadano fino in fondo: anzi, sono certo che la magistratura lo farà. Sono meno certo che lo farà il Governo”. Sollecitato a fare dei nomi dai giornalisti, Bersani ha parlato, a questo proposito, oltre che di Bertolaso, anche del sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, che secondo i magistrati avrebbe rapporti strettissimi con il clan dei casalesi.

Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama boccia tutti: “Siamo al secondo compleanno dell’ennesima edizione del Governo Berlusconi e possiamo dire, senza dubbi, che l’esecutivo non ha fatto nulla per questo Paese e per il suo futuro. Le uniche leggi che il governo si è impegnato a varare sono leggi che hanno riguardato interessi di pochi, se non di uno solo. Per l’economia nessuna misura concreta e strategica è stata presa per rispondere alla crisi. Tanti annunci, decine di fiducie, una concezione del Parlamento come servo dei voleri dell’esecutivo, un’idea di democrazia plebiscitaria che si traduce nell’incapacità assoluta di prospettare riforme serie per la crescita e l’ammodernamento del Paese. Nel frattempo in una maggioranza che sembrava granitica crescono le tensioni e, giorno dopo giorno, emerge una pratica della gestione del potere davvero poco trasparente. Di fronte a questo quadro desolante abbiamo il dovere di delineare in fretta una credibile alternativa. Sono convinta che il Pd, gia dalla sua assemblea della prossima settimana, riuscirà a farlo” ha concluso Anna Finocchiaro.

Per Stefano Fassina responsabile economia e lavoro del Pd, “in due anni, l’unico vanto del Governo è di aver evitato la deriva greca sui conti pubblici. Certo, se si guarda alle precedente legislatura governata da Berlusconi e Tremonti, è un risultato straordinariamente positivo, dato che avevano lasciato in eredità al centrosinistra nel 2006 un’infrazione comunitaria per deficit pubblico eccessivo ed un debito pubblico in risalita dopo 13 anni di calo. Il risultato è meno straordinariamente positivo se si ricorda che l’attuale esecutivo ha trovato nel 2008 un avanzo primario strutturale del 2%, tra i migliori dell’area euro. La politica economica del governo trascura completamente le riforme per la crescita, lascia aumentare del 14% in due anni la spesa per acquisto di beni e servizi e compensa con il taglio degli investimenti. Senza riforme per la crescita non si risolvono i problemi della finanza pubblica. Le riforme oggi sono ancora più urgenti”.

SOLDI PUBBLICI BUTTATI O NON RECUPERATI.
L’evasione fiscale vale in Italia 100 miliardi secondo l’Istat, o 70 miliardi di euro come affermano i tecnici del ministero di Tremonti? Anche nel secondo caso si tratta del 17% del PIL, un vero tesoro, ma in 2 anni hanno pensato solo a smontare i provvedimenti anti-evasori: via la tracciabilità dei compensi, via i conti correnti dedicati per i profesisonisti, menos anzioni e più condoni, compreso lo scudo fiscale. Fassina calcola che “abbiamo già perso l’equivalente di mezzo punto di PIL, 7-8 miliardi di euro. Solo l’IVA è crollata del 10%”.

Berlusconi si vanta dell’abolizione dell’ICI. Peccato che ha giocato con uan coperta corta. Il governo Prodi nella Finanziaria 2008 aveva diminuito l’ICI per tutti esentando il 40% delle case, quelle più modeste. Tremonti ha abolito l’ICI per tutti, tranne che per le abitazioni signorili o le ville (appena 40.000 in tutta Italia, servirebbe una revisione catastale d’urgenza…), togliendo ai comuni l’unica imposta che gestivano direttamente di una certa entità. Quanto non incassano più i comuni con l’abolizione dell’ICI? 2,5 miliardi. Soldi non restituiti ai sindaci, che per far quadrare i bilanci devono tagliare i servizi ai cittadini.

Vi ricordate l’impegno per Alitalia italiana? Con un nazionalismo fanfarone si è rifiutato l’accordo con Air France-Klm a favore della cordata Passera-Colaninno-AirOne. Gli imprenditori hanno presentato un “Piano Fenice” peccato che le ceneri da cui far rinascere la nuova compagnia, la CAI, sono quelle di una “bad company” statale, ovvero sostenuta da tutti gli italiani che pagano le tasse, che ha bruciato 3 miliardi di euro. Inoltre è diminuita la concorrenza interna tra compagnie aeree e non si sono liberalizzati i voli intercontinentali. Che sta a significare biglietti più cari che in altri paesi.
Ed i lavoratori?
Air France stimava 2.200 esuberi e di farsi carico di tutti i debiti, la società nata dalla fusione di Alitalia e Air One ha 13.100 dipendenti contro i 17.500 di Alitalia ed i 3.000 di AirOne. Quindi gli esuberi sono 7.400.

GIUSTIZIA. OGNI SETTIMANA SI ANNUNCIA LA RIFORMA
Per due anni ogni settimana si è annunciata o minacciata una riforma organica della giustizia. Che cosa resta? “Le leggi ad personam e il tentativo di estendere le impunità limitando le intercettazioni prevedendo lodi di vario genere. Per gli italiani, invece, direi nulla – ci dice Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd – ci impediscono di occuparci di come far funzionare la giustizia come un servizio. Il governo che più ha parlato di riforma della giustizia nella storia della Repubblica è quello che si caratterizza per la assenza di un disegno organico e la conseguente estemporaneità delle iniziative. Nel frattempo si sono ridotte le risorse senza una razionalizzazione, aumentando la disorganizzazione e le inefficienze. Milioni di cause civili inevase e l’esplosione del sistema penitenziario sono li a ricordarcelo”.

Hanno lavorato si, ma solo per risolvere i problemi giudiziari di Silvio Berlusconi, trascurando completamente quelli dei cittadini, nuovi privilegi e impunità, anche in barba alle ragioni delle vittime.
processo breve: ancora non è stato ritirato,
getterebbe al macero centinaia di migliaia di processi
il primo lodo Alfano dichiarato incostituzionale;
la riforma delle intercettazioni, che indebolisce la lotta alla criminalità;
– il legittimo impedimento, che sospende i processi del premier.

Ora lavorano al secondo lodo Alfano, un’immunità da rendere costituzionale per le alte cariche e per i ministri, mentre restano al palo la riforma del processo civile, la riforma forense e ancora deve partire il tanto annunciato piano carceri. Anche i tagli ai fondi voluti da Tremonti stanno contribuendo ad allungare sostanzialmente i tempi processuali, portando tantisismi reati verso al prescrizione.

Vi ricordate lo scandalo di Palermo invasa dai rifiuti? No? Tranquilli, governo e tg pubblici e privati lo hanno nascosto ma da più di un anno si susseguono i roghi per le strade. L’ultima denuncia del PD è recentissima: il 6 maggio abbiamo ricordato di nuovo come Palermo è nuovamente invasa dai rifiuti, nessuno si preoccupa di spazzare le strade ma assistiamo ad un indecoroso rimpallo di responsabilità tra Comune, Regione e Protezione civile. La deputata palermitana del Pd Alessandra Siragusa ci ha raccontato che “di fronte a una città invasa da discariche a cielo aperto e dall’immondizia che, data a fuoco, inquina l’aria e mette ulteriormente a rischio la salute di tutti il sindaco Diego Cammarata ha la faccia tosta di chiedere interventi in tono perentorio ai Commissari dell’Amia, dopo che per anni, lui e i suoi compari hanno massacrato l’Azienda riducendola al crac”.

Insomma, buon compleanno governo Berlusconi. Un vero fallimento.
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Una risposta a “Due anni buttati via

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