“Le tasse sono una cosa bellissima”?*

Padoa Schioppa 2007

Mentre arrivano anche in Italia gli esagitati dei Tea Party (leggere a tal proposito, l’esilarante racconto di Civati da San Diego) e uno studio del Nens mostra la stretta correlazione fra cicli politici e andamento dell’evasione (con picchi durante i governi di centrodestra, nonostante – o forse proprio giustificati da – i numerosi condoni) il responsabile economico del PD, Stefano Fassina, stupisce tutti con una sorprendente dichiarazione, che causa immediate reazioni nella vecchia guardia. Il dibattito è aperto:

“Sì: il centrodestra fa davvero poco per dimostrare di non essere il partito che aiuta gli evasori – e il caso dei condoni resta a mio avviso una scelta politica che non potrà mai essere apprezzata da un vero partito di centrosinistra – ma dall’altra parte una realtà riformista come la nostra non può dimenticare che la storia dell’Italia dimostra che in molti casi l’evasione fiscale, oltre che patologica, è stata anche condizione di sopravvivenza di una parte consistente del pulviscolo di imprese individuali e delle moltitudini di lavoratori autonomi. Per questo, bollare come ‘ladri’ gli evasori, come fanno invece troppe persone a sinistra, è un’assurda generalizzazione; astrattamente condivisibile, ma sbagliata sul piano etico e perdente sul piano politico: perché mette insieme l’artigiano stressato da quattordici ore di lavoro al giorno, e costretto all’evasione per rimanere – o, almeno, illudersi di essere – nelle ultime file delle classi medie e l’imprenditore con yacht e case per le vacanze sparse per l’Italia che magari evade le tasse solo per profondo egoismo sociale”.

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7 risposte a ““Le tasse sono una cosa bellissima”?*

  1. Siamo nel generoso capitolo delle dichiarazioni non richieste che agitano le acque dentro bicchierini di grappa. Ad ogni modo dire che gli evasori siano ladri è giusto in quanto è vero. Se poi Fassina voleva dire che è la politica ad aver trasformato in ladri degli onesti imprenditori affamandoli liberissimo di dirlo. Poi però si può accomodare fuori dalla porta.
    L’evasione fiscale va combattuta senza cedimenti premiando chi paga le tasse con riduzioni finanziate proprio dai proventi della lotta all’evasione. Inoltre sarebbe utile che le tasse non finissero in un blob indistinto, ma che fossero vincolate allo scopo: io pago 100 per la sanità, 1200 per la scuola, 450 per la difesa etc. Voglio sapere le mie tasse come vengono ripartite. Se so cosa pago, posso anche decidere se pago poco o tanto per quello che ricevo in cambio.

    ciao
    Stefano

  2. Dario Guerini

    Fassina perde la testa in cerca di voti….Ma non ha capito che il voto degli evasori vanno al partito degli evasori (che fino a prova contraria non è il PD). Anche se volessimo superare il PDL (non si sa mai con i tempi che corrono) sulla pratica evangelica di comprensione e assoluzione dei ladri di danaro pubblico, saremmo sempre la brutta copia della confraternita di Arcore. Un pò come sulla sicurezza quando rincorriamo i leghisti. Suggerirei di controllare le dichiarazioni dei redditi di Fassina. Anzi, meglio, suggerirei a Fassina di evadere… nel senso di far perdere le proprie tracce

  3. sergio da Sovico

    posso dire un’eresia? ma anche una delle tante cose che a mio avviso avvicinerebbe al PD tanta gente che non è cattiva ma vota a destra “turandosi il naso”?
    sono d’accordo che pagare le tasse è un dovere e chi non lo fa “ruba” alla collettività.
    però ho anche sempre pensato che il lavoro autonomo meriti un trattamento diversificato…
    mi spiego meglio: io ho provato ad essere lavoratore pubblico, lavoratore autonomo e dipendente da privati, e credo davvero che non sia corretto assoggettare alla stessa aliquota fiscale un reddito “tranquillo” da dipendente, in particolare dipendente pubblico (non sempre, ma spesso), e il reddito di un piccolo imprenditore che è pieno di responsabilità, preoccupazioni, adempimenti, debiti, che lavora spesso 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, ecc. ecc.
    credo che, a fronte di un trattamento che riconosca la differenza del reddito prodotto, molta più gente “autonoma” pagherebbe “volentieri” (per modo di dire) le tasse.

  4. Gli autonomi hanno la possibilità di dedurre/scaricare le spese inerenti le loro attività. E’ un bel vantaggio. Il problema semmai è il nanismo italiano per cui molti autonomi e molte piccole imprese semplicemente non hanno ragione di essere e usano l’evasione per sopravvivere.

  5. sergio da Sovico

    stefano,
    questa è elusione fiscale (qualche ristorante, un po’ di scheda carburante e simili), cosa deprecabile ma appunto comprensibile, a mio parere, se uno non sente di avere comprensione da parte dello Stato (ma anche degli altri cittadini) rispetto al diverso “costo” del proprio reddito.
    credo che dovremmo avere il coraggio di riconoscere la maggiore difficoltà di chi opera in proprio; moralmente e concretamente, dopodichè, avanti a testa bassa nella lotta all’evasione, senza più giustificazioni.
    credo che questa impostazione avvicinerebbe molta ma molta gente che si sente solo presa di mira.
    ciao
    sergio

  6. La legge è legge, se “riconoscere difficoltà di chi opera in proprio” è presentare delle proposte in parlamento per modificare il regime fiscale ok, se invece è andare sui giornali a giustificare chi evade per un motivo o per l’altro è fiancheggiamento all’evasione. Cioè quello che Bersani sta contestando a Berlusconi. Non c’è tanto da girarci intorno.

    Poi parliamoci chiaro: se l’83% dei proventi del fisco vengono da dipendenti e pensionati c’è un problema che non può essere quello che gli autonomi non ce la fanno. E cmq l’evasione fiscale non può essere l’auto-incentivo a imprese individuali che non stanno in piedi.

  7. sergio da Sovico

    sono d’accordo su tutto.
    resta il discorso che proporre un doppio livello di tassazione del reddito tra dipendenti ed autonomi potrebbe essere una proposta ragionevole che (abbinata poi ad una rigorosa lotta all’evazione, a quel punto senza alcuna giustificazione) va incontro a quella parte di autonomi che potrebbe anche stare dalla nostra parte, se si sentisse un po’ più compresa.
    almeno, a me sembra che potrebbe funzionare, ed essere in qualche misura dirompente, oltre che giusta, alla faccia della continua promessa di ridurre le tasse del nostro “amico”…
    saluti

    sergio da sovico

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