Immunità diplomatica

da MyTube

Diplomatic_Immunity_s1Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha rivelato questa settimana in parlamento i reati o infrazioni varie commessi da diplomatici delle ambasciate presenti a Londra, coperti dall’immunità concessa ai rappresentanti di altri governi. E’ una lista impressionante. Comprende furti (un diplomatico del Gambia), violenze sessuali (Arabia Saudita), minacce di morte (Pakistan), traffico di esseri umani (Sierra Leone), tutti non perseguibili, grazie appunto all’immunità di cui godono i diplomatici. Mezza dozzina di richieste da parte di Londra per agire legalmente contro gli accusati sono state puntualmente respinte dai loro governi. Ma il reato più diffuso è il mancato pagamento di multe per infrazioni al codice della strada, inclusa ubriachezza al volante; e il rifiuto di numerose ambasciate e di tutto il loro personale di pagare la “congestion charge”, la tassa sul traffico, 8 sterline al giorno che chiunque deve pagare per entrare con la propria auto nel centro di Londra nei giorni feriali dal mattino fino alle 6 di sera. Gli Stati Uniti hanno accumulato in questo modo un debito di 3 milioni e 800 mila sterline nei confronti delle autorità britanniche, sostenendo che in base alla convenzione di Vienna del 1960 il personale diplomatico è esente dal pagamento delle tasse, inclusa dunque anche la “congestion charge” (che secondo il sindaco di Londra invece non è una tassa, bensì un pedaggio, e dunque dovrebbero pagarla anche i diplomatici). La Russia, per le stesse ragioni, ha raggiunto un debito di 3 milioni e 200 mila sterline in tassa sul traffico non pagata. Seguono il Giappone con 2 milioni e 700 mila, la Germania con 2 milioni e 600 mila, la Nigeria con 1 milione e 900 mila. Il Kazakhstan ha un debito di 147 mila sterline in multe per divieto di sosta. E l’Afghanistan di 34 mila sterline.

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Una risposta a “Immunità diplomatica

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