Happy End

da Wired

Ho visto un tale, il signore delle comunicazioni.

Mi si è fatto incontro con passo trionfale e mi ha detto esultando: «Il 45 per cento delle famiglie italiane ha una connessione decente a Internet!».  Io, contagiato da tanto entusiasmo, ho esclamato: fantastico!

Poi ho pensato al 55 che ancora non ce l’ha e allora l’entusiasmo del tale non l’ho mica capito.
Ne ho visto un altro, il signore dell’innovazione. Mi ha elencato una serie di belle cose che vorrebbe fare. E mi ha detto: «Non ho una lira, ma innovare a costo zero è più bello».

Io gli ho detto che vorrei vivere in Uruguay dove tutti i bambini, tutti, hanno un laptop per studiare.
E gli ho regalato un pacchetto di fichi secchi. Poi su un Colle ho incontrato un signore saggio e anziano, non so se più saggio o più anziano, perché molto saggio ma anche molto anziano.

Gli ho detto: d’accordo la crisi e i tagli, ma tutti dovrebbero avere Internet sennò a intere generazioni rubiamo il futuro, la possibilità di crescere, comunicare, imparare, fare impresa. Lui mi ha guardato perplesso e con grande saggezza mi ha chiesto: «Perché, non ce l’hanno?».
Io non ho colto l’ironia di quella domanda e sono rimasto di sasso.

La mattina seguente sono andato in una università, nella più antica università italiana.
Undici ragazzi si contendevano la possibilità di vedere finanziati altrettanti progetti di ricerca che puntano a rivoluzionare Internet.

Avevano la metà dei miei anni, il doppio della mia preparazione e i sogni ancora intatti.
Allora ho ripensato al Comunicatore dimezzato, all’Innovatore senza fichi, al Saggio anziano sul Colle, e ho capito una cosa: chi vuole davvero cambiare il mondo,non aspetta nessuno, intanto lo fa.
E l’ho fatto.

Sarà stato perché eravamo alla vigilia dei Mondiali, quando tutti o quasi perdiamo la testa per undici calciatori, che ho deciso che erano loro, quegli undici ragazzi e ragazze, i miei campioni.

E sul palco ho letto i loro nomi così: Spano / Thibault Favilli / Malesci Alisi Comerio/ Ciancilla Toniolo Bernini / Besana Monti. Olé La sera a casa mia figlia di 5 anni mi ha chiesto:  «Papà è vero che alla fine i buoni vincono sempre?».  «È vero, amore, anche se a volte per la fine bisogna aspettare un po’».

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...