I Circoli on-line del PD

di Valerio su PD2.it

Il virgolettato del sottotitolo (nuove forme dell’organizzazione e della comunicazione) è la denominazione di un nuovo incarico, nell’ambito del dipartimento Organizzazione, dato ad Andrea De Maria, già Segretario a Bologna. Sottolineiamo la novità di questo incarico perchè ci sembra in particolare conseguente a dichiarazioni rese da Bersani a margine della prima Direzione dopo la sua elezione (circuito telematico dei Circoli, per consultazioni e rapporto con le strutture) e, più di recente, in occasione dell’evento su PD digitale (dobbiamo esserci di più in rete, faremo un investimento organizzativo e strumentale… deve diventare un modo fisiologico di lavorare dei Circoli, all’interno e verso l’esterno; nei prossimi mesi useremo anche la rete per arrivare a darci un programma, stiamo mettendo in rete amministratori e circoli, anche circoli in rete… qualche sperimentazione). In questo senso ci sembra quindi un incarico vero e pesante. A De Maria facciamo un augurio, di arrivare rapidamente a toglierci un bel po’ delle ragioni che ci hanno portato a far nascere questo sito ;-). Richieste, una sola: far vedere subito le scelte di metodo, che sono la garanzia per il seguito, a cominciare da quella questioncina dell’utilizzo del volontariato politico che qui abbiamo incluso negli intenti e poi riproposto di recente.

Dei tanti aspetti in cui si sostanzia quella responsabilità vediamo qui di dare un contributo di approfondimento sulla questione dei Circoli on-line, previsti dallo statuto del PD. Il contributo riguarda criticità e opportunità, sia sulla linea confermativa della loro natura di “istanze di base che fanno iscritti” sia in ottiche alternative. Anticipando il senso di un giudizio finale: abbiamo più strade percorribili utilmente (valore aggiunto per l’organizzazione del partito) ma nessuna di queste è “facile”.

Lo statuto del PD, nell’art.14, prevede i Circoli territoriali (CT), legati al luogo di residenza, i Circoli d’ambiente (CA), legati alla sede di lavoro e/o di studio, e i Circoli on-line (CO), “che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”. In Commissione statuto non ci fu grande approfondimento sulle ragioni di questa innovazione organizzativa, presentata con motivazioni genericamente riferite alla più estesa possibilità di iscriversi e partecipare e altrettanto genericamente sostenuta con la importanza della rete. L’attenzione si concentrò invece sui ritenuti rischi di incontrollabilità delle adesioni e si finì con l’approvare i CO ma prevedendo che gli “altri propri diritti” (tradotto: ritiro della tessera e partecipazione alle votazioni nelle fasi congressuali nazionali e territoriali) fossero esercitati dagli iscritti presso i relativi CT o CA.

Una opinione abbastanza diffusa vuole che i CO siano in sostanza del tutto simili ai CT e CA. Non è così. Vediamo prima schematicamente le differenze (e le connesse criticità), poi vediamo le risposte date dal Regolamento a cui lo statuto rinviava per la definizione delle “modalità di costituzione dei Circoli on-line, il loro funzionamento, gli organi e le relative modalità di elezione”, Regolamento poi approvato dalla Direzione del 19/12/2008, circa un anno dopo la prima entrata in vigore dello statuto.

DIFFERENZE PRINCIPALI

  • Contrariamente ai CT e CA, i CO non hanno un campo di intervento predeterminato…
  • La nascita avviene su base volontaria e non programmata; ne consegue che il limite di iscritti va trovato nella effettiva agibilità democratica in relazione a metodi e tecnologie utilizzate
  • Per i CO non esiste un incardinamento “naturale” nella scala organizzativa territoriale…
  • I vincoli per l’appartenenza a CT e CA assicurano di norma una disomogeneità politica degli iscritti; non così nei CO che potrebbero formarsi con una omogeneità politica che va al di là delle affinità connesse alla eventuale specifica motivazione sulla quale il CO è nato

LE SCELTE DEL REGOLAMENTO

Articolo 1 – Le iscrizioni on-line L’art.1 è formulato per coprire l’esigenza delle iscrizioni on-line ai senso dell’art.2, c.8 dello statuto, fattispecie diversa dai CO, nell’assunto che la stessa modalità avrebbe potuto essere usata per i CO
a. L’iscrizione al Partito Democratico è individuale e avviene mediante pagamento con carta di credito o bonifico on-line indicando gli estremi dell’avvenuto versamento.
b. L’iscrizione diventa effettiva quando il richiedente ritira la tessera dal Circolo territoriale o d’ambiente, presso il quale ha facoltà di “esercitare gli altri propri diritti” (come da art. 14 dello Statuto), o dal Coordinamento provinciale.
c. L’iscrizione si effettua attraverso i siti del PD con le procedure definite dall’area organizzazione nazionale. O le dette procedure non sono mai state definite o non sono state attuate. Sino ad oggi il form su web non ha mai avuto le caratteristiche per una iscrizione ad un CO
Articolo 2 – Norme di raccordo dei Circoli on-line
a. E’ costituito l’Ufficio per la definizione dei requisiti di compatibilità e per il funzionamento ed il monitoraggio dei Circoli on-line che fa riferimento all’area organizzazione. Tale Ufficio può avvalersi di un Comitato di coordinamento partecipato da rappresentanti dei Circoli on-line. Questa impostazione esplicitava la scelta di incardinare i CO direttamente sul livello nazionale, prevedendo un eventuale Comitato di coordinamento per alleviare l’impatto sulla struttura. Tuttavia non c’è riscontro circa la attivazione di detto ufficio nè dell’eventuale Comitato.
b. In base al vincolo statutario relativo all’indicazione del Circolo presso il quale “esercitare gli altri propri diritti”, l’Anagrafe degli iscritti registra, per ciascun iscritto, tutti gli eventuali Circoli partecipati ed evidenzia quello presso il quale sono esercitati gli “altri propri diritti”. Questo punto alquanto criptico va letto alla luce della doppia partecipazione in CT/CA già prevista dallo statuto, possibilità che, a seguito dell’approvazione del presente regolamento, diventa una matrice CT/CA/CO, fermo restando l’obbligo specifico relativo ai soli iscritti CO dell’esercizio degli “altri propri diritti” presso il relativo CT o CA. In questo senso il punto specifica che l’anagrafe dovrà mappare quelle condizioni, indicando il circolo di iscrizione, quello dove eventualmente vengono esercitati gli “altri propri diritti”, quelli partecipati (intendendo non la generica partecipazione, ma quella riconosciuta dal Circolo in questione, ai fini della capacità elettorale attiva e passiva con riferimento alla vita del Circolo stesso). Dal punto di vista di chi vuole intenzionalmente iscriversi al partito attraverso un determinato CO, questo punto dà una garanzia, visto che il ritiro della tessera presso il CT finirebbe altrimenti per cancellare quella origine.

Per inciso, quella matrice di partecipazioni non dice nulla su eventuali incompatibilità. Forse, alla luce della tendenza emersa con le ultime modifiche statutarie, si dovrebbe concludere che, almeno per il ruolo di Segretario, non possa esservi doppio incarico.

c. Le funzioni di garanzia per i Circoli on-line spettano alla Commissione di Garanzia nazionale. L’impegno diretto della Commissione nazionale consegue alla scelta di incardinamento sul livello nazionale
Articolo 3 – Costituzione e cessazione dei Circoli on-line
a. La domanda per la costituzione di un Circolo on-line é presentata all’area organizzazione, sulla base di uno schema-tipo da essa predisposto, sottoscritta da almeno 20 persone espressione di un territorio di almeno 4 provincie e corredata dell’indicazione di un referente e di un suo vicario. Qui i requisiti per la presentazione della domanda di accreditamento per il costituendo CO.

Si noti l’importanza di quello schema tipo (non siamo a conoscenza di una sua definizione) in quanto dovrà contenere una succinta indicazione delle ragioni per cui si vuol far nascere quel Circolo. E’ questo il punto in cui definire quel “campo di attività” che, per i soli CO, non è altrimenti predeterminato. Ed è quindi il dato sul quale, ai fini dell’accreditamento, sono fatte le valutazioni di cui al successivo punto c.

b. I dati dei richiedenti che non siano già iscritti al partito sono accompagnati dall’indicazione del Circolo territoriale o d’ambiente per l’esercizio degli “altri propri diritti”. Le iscrizioni di tali richiedenti sono accolte a seguito dell’avvenuto accreditamento del Circolo. Questo è un ulteriore riscontro alla matrice di partecipazioni sopra richiamata. Il punto prevede infatti che tra i 20 richiedenti possano esservi persone già iscritte (ad un CT o un CA), persone che quindi in questo caso si candidano a quel ruolo di piena partecipazione, di cui si è detto, nel costituendo CO. La domanda di iscrizione dei non iscritti ha corso nel momento in cui il nuovo Circolo viene accreditato.
c. L’area organizzazione verifica la compatibilità dei documenti prodotti con i vincoli del presente Regolamento ed accerta che il costituendo Circolo non implichi una surrettizia violazione del criterio di unicità affermato dall’art. 14 dello Statuto per i Circoli d’ambiente e i Circoli territoriali e non configuri sovrapposizioni a funzioni proprie di parti della struttura di partito. Al di là delle verifiche di tipo formale, quelle sostanziali dovrebbero impedire che il CO finisca per nascere con una qualità impropria, alternativa locale ad un Circolo territoriale, gruppo di pressione chiuso, associazione preesistente in cerca solo di qualche visibilità, debordamento su competenze di parti o altri livelli del partito, ecc.

Questo controllo è esercitato in fase di accreditamento del Circolo ed è nel seguito monitorato (vedi oltre)

d. Entro quattro mesi dalla presentazione della domanda, i richiedenti completano le attività preliminari per il proprio funzionamento e procedono all’elezione degli organi e alle nomine previste dal modello organizzativo. Acquisiti i risultati e verificato il procedimento, l’area organizzazione accredita il Circolo assicurandone conseguentemente la visibilità in apposita pagina del sito web nazionale. L’eventuale rigetto della domanda è motivato. Le “attività preliminari” comprendo la definizione del modello di cui all’art.5 e sulla base del quale vengono effettuate le elezioni interne, elezioni che acquistano valore con l’accreditamento del Circolo, come visto in precedenza per le iscrizioni dei promotori non iscritti.

Pur non avendo valore costitutivo ma solo dichiarativo, si noti l’importanza di “quella apposita pagina” che è il modo per la conoscibilità esterna della esistenza del CO.

e. L’accreditamento di un Circolo può essere revocato dalla Commissione di Garanzia nazionale. La revoca in oggetto va riferita alle prerogative tipiche della Commissione. Cosa che non preclude la revoca da parte del soggetto che ha concesso l’accreditamento in relazione al mutare o venir meno degli elementi valutati in tale fase.
Articolo 4 – Le iscrizioni al Partito attraverso i Circoli on-line
a. I Circoli on-line ricevono e gestiscono le richieste di iscrizione ai sensi dell’articolo 1 del presente Regolamento e secondo le indicazioni applicative determinate dall’area organizzazione. Come detto all’inizio, l’art.1 non ha avuto una applicazione congrua per le iscrizioni al partito attraverso un CO.

Anche queste indicazioni applicative non risulta siano state date. Per memoria, forse, dovrebbero essere posti dei limiti temporali per variazioni di Circolo, poiché nel caso dei CO si potrebbe avere una onerosità ben oltre le fisiologiche migrazioni tra CT.

b. I Circoli on-line utilizzano, nella propria attività, modalità di identificazione e di riconoscimento on-line congrue con quelle definite dall’area organizzazione. Modalità non definite
Articolo 5 – Il modello dei Circoli on-line
a. Ogni Circolo definisce il proprio modello organizzativo e funzionale, prevedendo l’Assemblea, intesa come forma democratica espressiva dell’insieme degli iscritti al Circolo e il Coordinatore, eletto dall’Assemblea degli iscritti, quale rappresentante del Circolo e abilitato al rapporto con l’area organizzazione. Leggasi Segretario in luogo di Coordinatore, in dipendenza delle recenti modifiche statutarie.
b. In relazione alla complessità e particolarità dell’attività operante per via telematica, ogni Circolo potrà prevedere altri organi e assegnare funzioni per la gestione coordinata delle risorse nelle varie attività, per l’amministrazione della tesoreria, per l’informazione agli iscritti e ai partecipanti, per la garanzia sia formale sia interpretativa delle regole, prevedendo comunque responsabilità vicarie per assicurare la continuità delle funzioni. Quel che qui è dato come possibilità merita che sia forzato sin dalla costituzione, almeno per quanto riguarda le responsabilità finanziarie ed un organo di garanzia capace di filtrare, onde non si riveli immediatamente non fattibile l’attribuzione diretta di poteri alla Commissione nazionale
c. La democraticità delle elezioni e delle decisioni deve essere assicurata integralmente, in particolare attraverso la chiara descrizione dell’oggetto posto in votazione, l’adeguatezza e conoscenza preventiva della tempistica del procedimento elettorale e di decisione, nonché la semplicità delle tecniche di votazione telematica. Questo ed altri punti hanno portato qualcuno a valutazioni critiche su una ritenuta iperregolamentazione e pesantezza di gestione. In realtà il regolamento fissa punti fondamentali che devono poi tradursi in gestioni e prassi esenti da quelle critiche, senza che ogni CO debba reinventarsi la ruota.
d. I Circoli adottano, dichiarandola, la strumentazione applicativa di tipo telematico per l’assolvimento dei propri compiti, nonché per la gestione interna e delle relazioni tra i propri iscritti e partecipanti. Il numero massimo dell’insieme degli iscritti e dei partecipanti ad un Circolo on-line non è predeterminato, ma deve essere compatibile con l’effettiva possibilità dello svolgimento della vita democratica interna, in rapporto al modello funzionale adottato e alla strumentazione telematica predisposta. Questo punto è essenziale. Ovviamente possono ben esserci specifici confronti tra pochi, ma quando una discussione riguarda il formarsi di un orientamento collettivo o i passaggi democratici, il limite non è dato dalla possibilità tecnica di diffusione ma dalle quantità di flusso ragionevolmente seguibile dall’insieme dei partecipanti. In questo senso si può facilmente intuire che i primi scricchiolii si sentano già intorno ai 100 partecipanti. La soglia potrà alzarsi in relazione alla adozione di regolazioni o tecniche più sofisticate; non è un venir meno del limite ma solo un suo spostamento più in alto.

Questo punto rende più evidente una questione sottesa. Tendenzialmente un Circolo è aperto a nuove iscrizioni. Nel caso dei CO la definizione del campo di attività potrebbe dare ragionevolezza a qualche selezione, anche in vista del limite quantitativo suddetto. Sono tuttavia deroghe da riconoscere con molta parsimonia e molto a ragion veduta.

e. Su base volontaria e attraverso il Circolo, gli iscritti e i partecipanti possono essere coinvolti, in modalità coordinate dall’area organizzazione, nella progettazione, realizzazione e gestione dei servizi per la partecipazione del partito come previsti dall’art. 1 comma 9 dello Statuto, nonché nel supporto alle attività dell’area organizzazione per i Circoli on-line. E’ una possibilità positiva e significativa, attivabile a fronte di volontà effettive e concrete.
Articolo 6 – Monitoraggio
a. La comunicazione interna ai Circoli on-line, le attività elettorali, di consultazione e di decisione, si svolgono in via telematica, secondo modalità che favoriscano le rilevazioni per il monitoraggio. Il monitoraggio svolto dall’area organizzazione è finalizzato a verificare la permanenza dei requisiti di esistenza e la vitalità del Circolo, l’effettivo uso della strumentazione partecipativa, la produzione di valore aggiunto per le attività del partito. Il monitoraggio è anche la base per quanto previsto nelle Disposizioni finali
Articolo 7 – Finanziamento
a. Il Regolamento finanziario, approvato dalla Direzione nazionale, prevede le destinazioni percentuali delle somme versate come quote di iscrizione al partito attraverso i Circoli on-line, fissando comunque un limite in valore assoluto all’entità destinata al Circolo. Non risulta che il punto sia stato portato in modifica al Regolamento finanziario
Disposizioni finali
L’area organizzazione, sulla base del monitoraggio effettuato, verifica l’impatto e l’idoneità delle presenti disposizioni. Non prima di 12 e non oltre 24 mesi dall’approvazione del presente Regolamento, l’area organizzazione promuove un procedimento partecipato per la conferma-revisione generale della regolamentazione dei Circoli on-line Ci si avvicina alla scadenza dei 24 mesi senza che il monitoraggio sia mai iniziato

I commenti al Regolamento ci hanno quindi mostrato le strade immaginate per provare a far vivere utilmente i CO, cercando di minimizzare le criticità nel farli vivere come effettive istanze di base del partito che “fanno iscritti”. Quei commenti ci hanno però anche detto della assoluta inerzia nel dare applicazione al Regolamento. Peraltro non risulta che ci siano state sollecitazioni in tal senso da parte di quelle realtà che avevano chiesto (e ottenuto, sia pure attraverso una comunicazione poco formale) di potersi configurare come CO, quale ad esempio il Circolo PDObama.

E’ difficile che quell’impianto, pur non essendo stato nemmeno tentato, possa sopravvivere a un anno e mezzo di silenzio. Tornerà a porsi la domanda generale sull’effettivo valore aggiunto di questa scelta. Peraltro è evidente che il ragionamento sui CO può prendere pieghe diverse in relazione al fatto che si avvii o non si avvii il complesso della strumentazione partecipativa, dal Sistema informativo per la partecipazione ai Forum ex art.23, e soprattutto in relazione ad una auspicabile chiarificazione della considerazione del “fattore rete” (e delle relative responsabilità), distinguendo lo spazio della comunicazione politica esterna, quello della comunicazione istituzionale, quello dell’uso organizzativo e partecipativo della rete. Cosa ancora diversa è il riconoscimento dello spazio internet come quasi-territorio, un luogo in cui sviluppare azioni specifiche, non solo durante le campagne elettorali. Questo è argomento per un altro articolo, ma certo quel tipo di presenza in rete non si esaurisce nelle campagne nazionali o nel più recente utilizzo di profili ufficiali su questo o quel social network. Sono azioni che non possono non avvenire attraverso la mediazione di militanti e simpatizzanti, non solo come individui ma anche come aggregati, e quindi permettendo forme di coordinamento meno onerose. Qui si potrebbe forse ricostruire un modello di “CO”, come luoghi e strumenti di lavoro politico in rete (non “istanze di base”), sulla base di un rapporto pattizio e pochi vincoli, essenziali e fatti rispettare in modo stringente. Peraltro, in questa configurazione, avrebbero forse anche la possibilità di indurre più iscrizioni di quante ne potrebbero raccogliere per il solo fatto di aver messo un po’ di discussioni telematiche sotto l’ombrello CO.

In un articolo inevitabilmente già troppo lungo, dobbiamo aggiungere un’ultima osservazione delicata. Si parla di modelli organizzativi, e in tale logica è giustamente vista come una incoerenza l’ipotesi che un CO, o qualsiasi altra forma organizzativa, vada a sovrapporsi allo spazio di un Circolo territoriale. Non possiamo però nasconderci la situazione reale dei Circoli territoriali in giro per l’Italia, molto diversificata. E un conto è impegnarsi nel rilancio di situazioni di demotivazione (dove la rete può aiutare), un conto diverso è muoversi in situazioni disastrate anche dal punto di vista della affidabilità dei riferimenti formali. Lì non basta commissariare. Su quali reti di relazione potrà lavorare quel Commissario? In quelle situazioni, forse bisogna metterci un di più di fantasia per ricominciare a tirare il filo organizzativo proprio usando la rete. Forse. Ma merita pensarci.

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