Fare informazione, oggi

Tommaso DeBenedetti (l’uomo della falsa intervista pro-Berlusconi a John Le Carré, di quella anti-Obama a Philiph Roth e di tante altre) racconta come nascevano i suoi “scoop”:

Io mi limitavo a seguire le regole di questo gioco comico e tragico. La falsificazione e il settarismo sono gli elementi fondamentali dell’informazione italiana. Soprattutto nella stampa berlusconiana, ma non solo. Tutto si basa su Berlusconi: o sei amico o sei nemico. Le notizie, le interviste, le dichiarazioni e le censure si decidono solo sulla base di questo criterio. È un sistema squilibrato e senza alcun controllo.

Con la Repubblica, il Corriere della Sera e la Stampa non provavo nemmeno: loro fanno le verifiche. Decisi di provare con Libero per via della sua fedeltà a Berlusconi. Chiamai il capo della cultura per proporre l’intervista a John Le Carré. Lui fece qualche chiamata e mi diede il via libera. Poi gli proposi Roth. Ora, Le Carré aveva parlato di guerra fredda, spie e cose del genere. Roth invece è un uomo di sinistra, e questo era un bel dilemma per Libero. Chiedergli di parlar bene di Berlusconi è troppo?, chiesi. Dissero: “Lascia che dica qualcosa di forte contro il Nobel, per il resto basta che non vada contro la linea del giornale”.

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