Firenze, il social banking e la crisi globale

di Simone Siliani

Modi diversi di reagire alla crisi globale: chi, come i Giovani Industriali, parla del dovere di rischia-re e chi, come l’Institute for Social Banking, istituzione che riunisce 12 banche sociali di finanza e-tica in Europa e tiene la sua Summer School a Firenze, parla di “Fare banca sui valori – quali valo-ri?”. Il primo mantiene un approccio spavaldo eppure tanto assertivo quanto inane, conservatore per quanto esteriormente dinamico. Il secondo si addentra nei meandri della crisi, si interroga sulle sue cause profonde e su come le banche debbano cambiare se stesse per cambiare il sistema.

Oltre 100 esperti da 17 paesi non solo europei che discuto per una settimana dell’impatto delle istituzioni finanziarie sulla società, del microcredito, dei valori e della pratica del modo di fare banca, del ruolo del denaro in relazione ai bisogni. Tanto che la prossima Summer School che si terrà in Inghilterra nel 2011 avrà per tema “Il denaro governa il mondo, ma chi governa il denaro?”. Un istituzio-ne specializzata nella ricerca, formazione e aggiornamento professionale di chi si occupa di finanza etica: le diverse modalità e finalità nell’uso del denaro, la dimensione etica e sociale della circola-zione dei soldi, l’adesione al significato vero e umano del risparmio non sono temi relativi solo alla deontologia professionale degli operatori o al loro rapporto con i risparmiatori (che pure sono questioni su cui non sarebbe male riflettere), ma vanno alla radice dell’economia e riguardano tutti i produttori, imprenditori e lavoratori. Per uscire davvero dalla crisi occorre ricostruire nuovi (e antichi) valori della libertà d’impresa e del lavoro, altro che cancellarne i riferimenti costituzionali!

Qui non c’è da rischiare (nella finanza globale ultra liberista lo si è fatto fin troppo e i risultati li ab-biamo sotto gli occhi). C’è piuttosto da ripensare al significato sociale dell’uso del denaro e del capi-tale che sono al servizio dell’uomo, non l’inverso. La scelta di Firenze per l’Institute for Social Banking non è casuale: qui sono stati inventati gli strumenti ancora in uso nel sistema finanziario e bancario e qui il vescovo S. Antonino Pierozzi nel Quattrocento diede vita ad una originale dottrina economica sul capitale riorganizzando le Compagnie di Dottrina, finalizzando i risparmi al bene comune, contro l’usura e la simonia. La storia, poi, ha preso un’altra direzione. Oggi, i giovani della Summer School cercano una nuova strada: c’è qualcuno a Firenze che vuole parlarne?

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