Le ministre PdL sotto processo

Non sono arrivate (almeno per ora) a fare un calendario sexy in risposta alle colleghe ceche (è proprio vero, il diavolo veste Praga), ma Vincenzo nel nostro circolo ha voluto comunque mettere a giudizio il loro operato:

Requisitoria dell’accusa

Prestigiacomo Stefania, ambiente: bella donna, decorativa. al momento emarginata. poco competente, poco più che una segretaria di decisioni altrui. tuttavia l’allure signorile e la vita privata presentabile le potrebbero giovare.

Gelmini Maria Stella, istruzione. ostinata, ottima esecutrice delle indicazioni di tremonti. priva di competenza e di decenza. pubblica concubina, si distingue per il razzismo che esprime sia quando dichiara nell’ambito delle sue competenze sia quando fa la faccia pulita dell’asse lombardo (lega/cielle/forzisti). solo che se ne arriva con la panz’annante e tutti la trattano con garbo (che non merita). potrebbe finire su qualche poltronazza locale.

Carfagna Mara. bella anche se basedowiana. incompetentissima, ignorante della sua materia, probabilmente stressata perché il suo passato le è sempre dinnanzi, come l’ombra di banquo a macbeth. dura essere indicata come la favorita del capo e dover confermare ogni giorno: mannò, guarda quanto è brava anche se… (ad libitum). senza futuro politico prevedibile.

Brambilla Maria Vittoria. racchia sotto i capelli ritinti e nonostante le omsa autoreggenti. incompetente, aggressiva, probabilmente trattata come la carfagna ma più navigata. Qualche anfratto brianzolo (magari la presidenza dell’enpa) potrebbe trovarselo.

Il ministro della gioventù, Meloni Giorgia. a trentatrè anni sembra afflitta dalla sindrome di benjamin button: a ogni visita dal chirurgo se ne esce un po’ più rimbambita (come aspetto): del resto la statura è quella di una bimbetta delle elementari. competenza ministeriale poca o meglio non pervenuta, ma gli affarucci suoi pare se li faccia bene. direi che è l’unica che ha qualche chance di fare politica da grande.

Arringa della difesa

Premetto che non ne so molto, ma, se permettete, vorrei fare un commento un po’ con un taglio a mezzo tra l’avvocato d’ufficio e l’avvocato del diavolo, ma limitandomi al presente.

L’analisi dell’accusa è discutibile (in senso positivo), ma con un sovrappiù sia di moralismo, sia di severità.

1- Prestigiacomo Stefania: a) bella donna, ma con una voce querula, che rivela un’incertezza di carattere, correlata forse a qualche no di troppo subìto da piccola, ch’ella è costretta a compensare con un sovrappiù di ostinazione querimoniosa. b) Emarginata è un titolo di merito, visto che in parte è legato al suo rifiuto di prendere posizione a favore del mammone Berlusconi nel caso Noemi-D’Addario. c) Per fare il ministro, non è indispensabile essere competenti, è sufficiente avvalersi di bravi direttori generali e consulenti: basta saperli dirigere. d) Per lo scarso potere, vedere punto b) e, più in generale, una scarsa consentaneità del ministero dell’ambiente con la “filosofia” berlusconiana e della destra.

2. Gelmini Maria Stella: a) l’ostinazione (o determinazione?) è un punto di forza, soprattutto per un ministro dell’Istruzione, un settore “sgarrupato”, ma di fondamentale importanza, squassato da forze contrastanti, che vedono protagonisti: lo Stato, in tutte le sue articolazioni; la società, anche per quanto riguarda l’habitat culturale ed antropologico; la famiglia (genitori e giovani generazioni, quelle fondamentali, ma nello stesso tempo più vulnerabili e meno tutelate); il corpo docente, composto purtroppo in buona parte da donne e di livello tecnico medio non elevato, in ragione della scarsa appetibilità economica. b) Punto di merito suo è stato quello di aver reintrodotto con forza il principio di disciplina in un organismo debilitato anche da una gestione “materna”, lassista. c) Il coté privato è ininfluente.

3. Carfagna Mara: non ha ammazzato nessuno, con l’inganno, incongruo parlare di fantasmi e rimorsi che la soverchino; ha invece un’esperienza diretta di un rapporto… squilibrato con l’altro sesso che paradossalmente può essere non un punto di debolezza ma un punto di forza – se abbinato a sufficiente determinazione – nel Ministero per le Pari Opportunità. b) Ha già al suo attivo l’approvazione di una legge importante come quella sullo stalking. c) Disporre della collaborazione (vedi sopra) di un Capo di Gabinetto come Simonetta Matone depone a suo favore, perché solo i leader intelligenti e capaci si avvalgono di collaboratori altrettanto intelligenti e capaci.

4. Brambilla Maria Vittoria: indifendibile, rinuncio al mandato nel suo caso.

5. Meloni Giorgia: aspetto inelegante, ma con buona esperienza di leader politico giovanile; già come vicepresidente della Camera dei deputati aveva confermato le sue doti di efficienza e serietà, serietà che – almeno nella prima fase, poi anche lei ha ceduto – la portò a non esprimere solidarietà a Berlusconi nel caso Noemi-D’Addario. Come ministro della Gioventù, sta confermando tutte le sue qualità.

Notazione finale: la subordinazione, l’acquiescenza, l’attitudine servile delle 5 ministre nei confronti del premier Berlusconi non sono superiori a quelle palesate da alcuni ministri, segnatamente Bondi (anch’egli candidato alla carica di ministro dell’Istruzione, candidatura poi per fortuna rientrata), Alfano, Frattini.

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