Interventi “semplici”, ma incisivi

dal blog di Cristiana Alicata

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Girovagando, per lavoro, al sud e comunque nelle cosiddette regioni disagiate ho fatto alcune considerazioni.

Un esempio.

Bel ristorante sulla costa del Lazio meridionale. Arredamento molto bello e dispendioso, almeno 5 persone che lavorano e parlo del turno del pranzo e non in alta stagione. Periodo aprile-maggio.
Mi viene staccata una ricevuta , la n°408 del 2010. Metà maggio. Ci torno dopo una settimana, mi viene staccata la ricevuta del 2010 n°435. Ovviamente chiedo di pagare con Carta di Credito e mi vengono fatte non poche storie (la stessa scena si ripete spesso). Facendo un rapido conteggio:

408 ricevute dal 1 gennaio al 15 maggio (ben 135 giorni, togliendo un giorno di ipotetica chiusura 117) significa che quel ristorante ha fatto 3,5 ricevute al giorno (è aperto a pranzo e a cena). Con una media, anche di 100€ a ricevuta (per andarci larghi e facendo una media tra pasti singoli e gruppi) possiamo stimare che dal 1° gennaio, tale ristorante abbia incassato circa 41.000€. Togliendo gli stipendi (supponiamo la totale onestà del ristoratore) di 1300€ a persona + almeno 3000€ per lo chef, il personale costerebbe al mese 8200€. Che per 5 mesi fa 41.000€. SE anche li pagasse in nero ma facesse a tutti la ricevuta il costo del personale sarebbe più o meno dimezzato e quindi il costo del personale sui 5 mesi sarebbe di 20500€. Nel primo caso il ristorante è fallito (copre solo i costi del personale). Nel secondo caso (comunque già nell’ambito dell’illegalità) ha ancora circa 20000€. Il costo del cibo impatta il 40%. Quindi 8000€. Restano 12000€. Togliamo il costo della struttura (mutuo? Affitto?), diciamo 2000€ al mese. Siamo a 10000€. Avanzano 2000€ e dobbiamo ancora conteggiare le spese di luce, gas eccetera. In entrambi i casi il ristorante è fallito è pertanto evidente che per marginare deve: non rilasciare tutte le ricevute agli avventori (secondo la mia stima le ricevute dovrebbero essere almeno 3 o 4 volte di più) e pagare in nero il personale. In tutto questo non stiamo considerando i noti costi del pizzo chiesto direttamente dalla criminalità organizzata o, come notoriamente accade persino a Roma, quello richiesto dai vigili urbani per non fare i controlli.
Capitolo a parte sono, infatti, i controlli. La legislazione è talmente rigida che sembra essere impossibile rispettarla. L’unico metodo è evitare i controlli.

Proposte:

1) introdurre l’obbligatorietà di possedere il POS (pagamento con carta di credito) a tutti gli esercizi commerciali (non solo i ristoranti, la cosa valga anche per i tassisti)
2) obbligo di pagare personale, materie prime, spese vive e di struttura in modo tracciabile
3) eliminare le spese di commissione (la notoria scusa per non farti pagare con carta di credito)
4) riordinare tutta la legislazione in materia di ristorazione, renderla più semplice e rispettabile (è inutile che ci siano leggi severissime se poi nessuno controlla che vengano rispettate e si alimenta la corruzione di chi dovrebbe controllare)
5) valutare la possibilità di consentire agli utenti di poter scaricare una certa cifra spesa presso alcune tipologie di esercenti. Per esempio se io all’anno posso scaricarmi 200€ di idraulico, 800€ di ristoranti, 200€ di taxi, 500€ di spese al bar (e continuate pure a fare gli esempi con coloro che non vi fanno mai la ricevuta ed in cambio vi fanno lo sconto) state certi che mi faccio fare la ricevuta sempre perché non mi è più indifferente. Importi, esercenti ed attività da valutare.
6) Contestualmente si abbatta il carico fiscale sul personale assunto regolarmente e la pressione fiscale, in modo da consentire la sopravvivenza degli esercizi commerciali (per assurdo oggi rispettando tutte le leggi un qualsiasi business plan non sta in piedi)
7) Obbligatorietà di possedere una carta di credito. Ovviamente i costi di gestione devono essere annullati. Restino quelli conferibili all’anticipo di denaro. E’ chiaro che il cittadino deve percepire l’utilità collettiva di questa manovra meno evasione, meno tasse.

Una piccola nota sulla criminalità organizzata.

Introdurre in modo massiccio (negli USA, paese principe della lotta all’evasione chi paga in contanti viene guardato malissimo) l’uso della carta di credito e renderlo praticamente obbligatorio significa anche privare la criminalità organizzata dei mezzi di riciclaggio del denaro che avviene tramite l’evasione fiscale e comunque via contante.

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