I pionieri-migranti (racconto breve di fantasia)

di Fulvio Baldin

Premessa: con un breve racconto d’immaginazione ho cercato di esplicitare una mia definizione ideale di principi e di società politica in cui mi possa riconoscere e in cui penso possa anche riconoscersi un moderno partito di sinistra come il PD. (Principi condivisibili credo, o almeno spero anche da altre forze politiche possibili alleate del PD)

Immaginiamo che in un paese al tempo stesso vicino e lontano, si costituisca un giorno una carovana di pioneri-migranti formata da una moltitudine di donne e di uomini, diversi per stili di vita, orientamenti sessuali, religiosi, atei, morali, tutti però accomunati da principi politici comuni: che ogni donna e uomo deve poter godere di libertà fondamentali e di eguaglianza di opportunità.

Tutte queste persone decidono di sottrarsi alle persecuzioni, palesi od occulte, di un governo e Stato (nonché di una buona parte di chierici vari in conbutta con tale governo) che negano proprio ogni principio di libertà e di eguaglianza.

Questi pionieri-migranti sono consapevoli che non vanno alla ricerca del modo perfetto, del paradiso in terra, perché di questi mondi perfetti non ne esistono, ma semplicemente alla ricerca di un mondo migliore.

Che cosa cercano?

In breve ricercano:

a) eguali libertà di cittadinanza: per ogni cittadina/o diritto ad eguali libertà fondamentali di pensiero, di credenze morali, religiose, agnostiche o atee, politiche, diritti civili per tutti/e, per eterosessuali come per omosessuali, per autoctoni e migranti. Garanzia di tali libertà sono anche la separazione Stato-Chiese e la separazione dei poteri legislativo, esecutivo,giudiziario;

b) eguali eguaglianze di opportunità: diritto di accesso a casa, sanità, scuola, accesso al mercato del lavoro come soggetto di diritti non ricattabile; anche opportunità di poter costruire un proprio progetto di vita, o libertà di poter coltivare le proprie attitudini. Secondo questa visione politica le ineguaglianze (economiche, sociali, ricchezza, potere) sono accettabili e non problematiche solo se producono benefici compensativi per i membri meno avvantaggiati della società. Quindi equa distribuzione del reddito e pari accesso di tutte/i le cittadine, cittadini alle cariche pubbliche.

II

Il viaggio verso la libertà è difficile, e bisogna attraversare deserti e terre ostili affrontare insidie della natura, tempeste di sabbia, climi troppo caldi o troppo freddi, e pericoli umani: le guardie del governante liberticida che li inseguono (…questo uomo politico è vanesio e presuntuoso, e non può sopportare le contestazioni; tutti, a suo parere, gli devono obbedienza e perfino riconoscenza; del resto si crede un novello Faraone, quasi incarnazione del divino); gruppi ostili che si incontrano durante la marcia (i vari servitori alleati del novello Faraone). Uniti, però, queste libere donne ed uomini riescono ad affrontare tutte queste difficoltà.

Ma il pericolo più insidioso da affrontare è un pericolo interno a questa carovana di migranti, del resto a volte le insidie più pericolose nascono dalla discordia interna.

Un giorno, dopo una tremenda tempesta di sabbia, un piccolo gruppo di donne ed uomini, con i loro mezzi ed averi, si perde e si distacca, senza volerlo, dal resto della carovana: chi per sbaglio prende un altro sentiero, chi resta fermo per un guasto del suo mezzo, o perché sfinito dalla stanchezza ha bisogno di fermarsi.

Il resto della carovana, la parte più consistente, procede nella marcia e solo dopo la tempesta si accorge di aver perso qualcuno per strada.

Si riuniscono in assemblea comune donne ed uomini della carovana (cittadine cittadini) e discutono il da farsi, dividendosi, grosso modo, in due schieramenti:

il primo sostiene che bisogna andare avanti, poiché la strada è ancora lunga, i pericoli sempre in agguato e non si può rallentare la marcia per un piccolo gruppo di persone rimasto indietro. E’ doloroso, ma a volte bisogna sacrificare una parte, un gruppo di individui pur di raggiungere il fine della causa. I più estremisti di questo schieramento sostengono anche che chi si è perso non era evidentemente sufficientemente motivato e puro ideologicamente per poter resistere alle difficoltà. (Ci sono sempre i sacerdoti della purezza ideologica, pronti a sacrificare individui ed esistenze al rigore ideologico……triste e grigia un’idea che s’impone a un tale prezzo.)

Il secondo schieramento pensa che la carovana si è costituita per portare tutte e tutti ad un mondo migliore, senza esclusioni, e senza sacrificare nessuno. Abbandonare i dispersi, i più bisognosi, e anche i più dubitanti, sarebbe tradire gli stessi ideali di libertà e di eguaglianza che hanno portato a questo viaggio. Si va alla ricerca di una terra migliore, ognuno le sue forze, sensibilità e diversità, ma non separati, bensì tutti insieme.

Piacevole sorpresa: alla fine le divisioni sono superate e prevale a larga maggioranza la seconda opzione. Per fortuna non è l’unica sorpresa e anche chi rimane in minoranza si impegna a collaborare con la maggioranza e a non sabotarne le decisioni e, soprattutto, a dare il suo aiuto nella ricerca dei dispersi, che alla fine vengono ritrovati.

Si riprende il viaggio e lungo la strada si aggregano alla carovana anche singoli viaggiatori che vagavano alla ricerca di un posto migliore, di idee migliori in cui credere, e, venuti a conoscenza dei principi dei pionieri-migranti, li condividono e chiedono di unirsi ad essa. Una carovana, insomma, generosa e non settaria.

Tutti insieme, quindi, i nostri pionieri-migranti arriveranno in una terra migliore

(non la perfezione, ma semplicemente un posto migliore) dove cercheranno di realizzare i loro principi, pur tra difficoltà, incertezze, differenze o divisioni. Ricordandosi di essere stati pionieri-migranti, i membri di questa nuova società accoglieranno altri migranti di altre terre vicine e lontane: alcuni di questi hanno dovuto emigrare per necessità economica, altri perché perseguitati da regimi, altri ancora da guerre civili etniche o religiose. Si formerà una comunità politica costituita da libere donne e uomini che sceglieranno di condividere e di rispettare principi comuni di libertà e eguaglianza. La ricerca di un mondo migliore, ma una ricerca libera, non presuntuosa, sempre da controllare, da aggiustare perché non si è infallibili, da innovare….tutte/tutti insieme.

………………………………………………………………………………

Nota sulle fonti culturali, per chi le volesse sapere

E’ noioso e può sembrare presuntuoso citare le fonti culturali, ma è un atto di onestà intellettuale.

Beh, direi la prima fonte culturale è costituita da donne e uomini incontrati, conosciuti, anche semplicemente ascoltati o letti in questi ultimi anni nel PD nel mio circolo, negli altri circoli e nelle varie occasioni di dibattito e confronto. Alludo a semplici iscritti/e, segretarie/i di circolo, consiglieri comunali, deputati, ecc.

Fonti culturali filosofiche: per i principi di libertà ed eguaglianza mi sono ispirato in particolare al filosofo statunitense John Rawls e alla sua teoria della giustizia. Influente anche il pensiero di Michael Walzer, in particolare Esodo e rivoluzione e della rivista Dissent.

Sono debitore anche al liberalismo classico, vedi la separazione dei poteri di Locke e Montesquieu e al marxismo-revisionista (socialdemocrazia).

C’è anche un pizzico di socialismo libertario anarchico o alla Rosa Luxemburg.

Per l’idea del pioniere mi rifaccio al mito statunitense del pioniere e della frontiera (la Nuova Frontiera di Kennedy e il New Deal di Roosevelt): esiste sempre una frontiera di diritti e di progresso da raggiungere. (Lo so, questo mito fu sfruttato e, a mio parere snaturato, per il genocidio degli indiani nativi americani. Ho cercato di prendere gli aspetti positivi di tale immaginario politico.)

Infine un riconoscimento a compagne/compagni, amiche/amici religiosi, del PD e non: mi sono ispirato anche alla Genesi, e all’Esodo nella loro interpretazione più libertaria possibile.

Fonti culturali del mio racconto varie e “contaminate” tra loro. Un pò di confusione, ma non riesco a farne a meno.

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