Il passato che non passa

Il mondo lo si cambia, lentamente, solo lavorando duro: non overnight. E cercando d’essere onesti, di trovare le ragioni che uniscono gli esseri umani, e ricordandosi ogni santo giorno che siamo tutti destinati a finire nello stesso posto.

Sono 65 anni che in questo paese non si fa altro che rimestare nel passato, contrapporsi politicamente su barricate ideologiche per difendere partiti ed idee politiche che non ci sono più, e che non torneranno. Milioni di individui vivono, lottano, parlano, sparlano, pontificano, insultano (e qualche volta passano a vie di fatto) e non si accorgono d’essere come gli ultimi giapponesi sperduti nella giungla a combattere una guerra finita da decenni.

Sarebbe troppo chiedere di voltare pagina, di smettere di battersi per affermare un -ismo contro l’altro, e di dedicarsi a costruire o a ricostruire il Paese, invece di perdere tempo, soldi, pazienza ed energie dietro all’archeologia politica? Ci sono così tante cose belle ed interessanti da fare, nella vita! Innumerevoli sono i mestieri e le professioni magnifici/che, gratificanti, onorevoli e preziosi/e, che permettono a chi li/e esercita di lasciare un mondo un pochino migliore di quello che si è trovato alla nascita.

Sprecare la vita per la politica, per questo tipo di politica, che usa questi metodi, e il linguaggio da caserma cui ormai siamo tutti assuefatti, è davvero una suprema idiozia.

Mario Giardini

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