Libero wi fi

Anche quest’anno si riprova ad abolire il famigerato decreto Pisanu. Speriamo sia la volta buona.

“La normativa italiana rappresenta un notevole ostacolo alle nuove modalità di fruizione e accesso alla rete da parte dei cittadini e anche per l’erogazione di nuovi servizi da parte delle pubbliche amministrazioni ed enti pubblici. Servizi informativi georeferenziati trovano applicazione e utilità in molteplici campi, con forti ricadute non solo sulla vita dei cittadini ma anche sull’intero sistema economico di un territorio. A causa dell’art 7 del decreto Pisanu, ad esempio, In Italia nessuna biblioteca, azienda privata o pubblica può dare libero accesso alla propria rete wi-fi se prima non ha fotocopiato o scansionato il documento di identità dell’utilizzatore, si è attrezzata per controllare gli accessi alle singole postazioni e i software utilizzati dagli utenti; con la conseguenza di negare di fatto la possibilità di utilizzo libero della rete wi-fi. A fronte di risultati quasi inesistenti in termini di sicurezza, i costi delle norme oggetto del nostro esame sono invece altissimi. Esse hanno costituito un ostacolo alla crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet: nel momento in cui la rete si apre sempre di più al prossimo grazie alle tecnologie wireless, alla diffusione di device mobili sempre più economici e performanti, in Italia abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiose. L’assenza di una rete diffusa costituisce ostacolo talvolta insormontabile per l’accesso a servizi pubblici della Pubblica Amministrazione, a servizi di infomobilità, a servizi innovativi per la fruizione di beni culturali, ambientali e servizi per il turismo, all’erogazione di servizi specifici destinati a diversamente abili, a nuove forme di fruizione di servizi pubblici in ambienti pubblici come aree verdi, biblioteche, ospedali e ai servizi di sicurezza”

Rettifica

Riceviamo la seguente email dall’avvocato del consigliere Pier Paolo Zaccai.  Grassetti nostri, per evidenziare i passaggi più significativi.

Spett.le BLOG
A nome e per conto del consigliere Pier Paolo Zaccai, Vi chiedo che ai sensi dell’art. 8 L. 47/48 provvediate alla rettifica degli gli articoli e/o servizi comparsi su carta stampata e sul Vostro blog.
Il procedimento penale per cessione di sostanza stupefacente nei
confronti del Consigliere Provinciale Pier Paolo Zaccai è stato
avviato solo ed esclusivamente sulla base delle dichiarazioni rese
da due viados (Morgana e Giuliana), cittadine extracomunitarie,
clandestine sul territorio nazionale già colpite, al momento dei
fatti, da provvedimento di espulsione.
Si tratta, solo di “droga parlata” ovvero di un reato contestato al mio
assistito solo sulla base di calunnie mosse da cittadini irregolarmente
permanenti sul territotrio nazionale e quindi, solo per questo, soggette ad arresto.
Appare altresì doveroso precisare che mai sono state rese dichiarazioni confessorie da parte del Consigliere  provinciale in presenza di un avvocato, anche in merito al solo uso personale di sostanza stupefacente (che avrebbe costituito, peraltro,  solo un illecito amministrativo, non comportando di certo l’avvio di un procedimento penale!).
La stessa Polizia Giudiziaria di Roma  intervenuta sul luogo dei
fatti non ha confermato, né divulgato la notizia circa il rinvenimento di sostanze stupefacenti, sia pure di  minime dosi, all’esito delle perquisizioni
presso l’appartamento in  Roma di San Giovanni-Appio, presso l’automobile di Zaccai e, tanto meno, la di lui abitazione privata,
presso la quale è stata effettuata una perquisizione ai sensi dell’art. 103 del testo unico sugli stupefacenti. Tali certezze  sono riferibili non tanto per rivelazione  di fattidi indagine, ma dalla mancanza di un arresto in flagranza di  reato che sarebbe scaturito,automaticamente e senza indugio, nel caso di rinvenimento di qualsivoglia sostanza stupefacente.
Ed ancora.
Dalla cartella clinica dell’Ospedale G.B. Grassi (il secondo
Ospedale, strana circostanza anche questa, cui è stato trasportato
il consigliere provinciale)emerge che egli sia stato accettato con CODICE ROSSO.
Non è risultata la positività ad alcuna sostanza alcoolica e/o stupefacente, benché il dottor Zaccai si sia sottoposto anche all’analisi del sangue ed a
numerosi altri esami diagnostici che hanno potuto riscontrare lesioni
fisiche su tutto il corpo.
Per quanto concerne il tasso alcolemico,dalla cartella clinica si evince che il valore dell’etanolo è inferiore a 10 mg/dl, ovvero negativo. Il quadro
che emerge descrive un soggetto a cui non sono state ascritte o comunque ascrivibili condotte tossicomani ed alcolemiche. Zaccai, inoltre, ha
volontariamente ripetuto il drug test nei giorni successivi, con esiti
sempre NEGATIVI per cocaina, oppiacei, cannabinoidi ed anfetamine
(tutto ciò è ampiamente documentato nella Consulenza medica richiesta).
Per quanto riguarda poi, la notizia, diffusa da altre fonti di informazione, relativa allo stato d’agitazione dell’On.le Zaccai che avrebbe determinato il Trattamento Sanitario Obbligatorio (T.S.O.), questa è assolutamente falsa, tant’è che nulla risulta dalla cartella clinica dell’Ospedale G.B. Grassi.
Per fugare qualunque dubbio, Zaccai ha appositamente incaricato un
pool di cattedratici nell’ambito professionale della medicina legale, composto  dal Prof. Carlo Maria Oddo, titolare della cattedra di
Medicina Legale presso l’Università di Tor Vergata, dal Prof. Carella
Prada, docente in psichiatria forense presso l’Università”La Sapienza” e dal Dott. Dino  Tancredi,tossicologo, che,congiuntamente, hanno redatto una relazione medica rimessa alla valutazione del P.M. incaricato.
Nessun’arma è stata rinvenuta.
Appare opportuno precisare che sull’intera vicenda sono in corso i
necessari approfondimenti da parte dell’Autorità Giudiziaria,coperti da riserbo processuale.
Da ultimo, si potrà far buon servizio di informazione, cercando di
emendare gli effetti lesivi della diffamazione, anche mediante una rettifica di quanto pubblicato on line, concedendo uno spazio basato sia sul memoriale edito dal settimanale “OGGi” sia dalle foto (da pubblicare) in esso contenute (n.38 settimanale Oggi foto n. 8) da cui emergono, modo in modo inequivoco, i segni di una grave aggressione fisica e,non ultimo dai videomessaggi su youtube al seguente indirizzo www. youtube. com/user/
RedazioneOstiaTV (di sicuro oggetto di ispirazione di successivirecenti videomessaggi utilizzati da politici di livello nazionale).
Rimanendo in attese di un cortese riscontro della Vs. redazione
porgo distinti saluti.
Fatti salvi i diritti di agire legalmente nei Vs. confronti
per (gravissima) diffamazione a mezzo stampa in tutte le sedi civili e penali.
Avv. Domenico Stamato
stamato.d@tiscali.it

La scuola che vogliamo

Pubblichiamo la sintesi del documento approvato dall’Assemblea del PD del 8 e 9 ottobre 2010 . Qui trovate il documento completo.

Nuovo piano straordinario per un’educazione di qualità da 0 a 6 anni
Trasformare l’asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambina e bambino. Assicurare a tutti i bambini un posto nella scuola dell’infanzia.

Dare certezza di funzionamento alle scuole

Ogni scuola deve poter contare su un triennio certo di programmazione.
Né organico di diritto, né di fatto, ma solo quello che serve a dare continuità all’insegnamento: assegnare un organico funzionale che includa, anche per reti di scuole, personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia).
Questo sistema comporta molti vantaggi a parità di spesa: il superamento del precariato scolastico; la programmazione certa dei fabbisogni di insegnanti e conseguente piano di reclutamento; la piena autonomia delle scuole nell’organizzazione della didattica per raggiungere l’obiettivo del successo scolastico dei ragazze e delle ragazzi. Continua a leggere

Tanti Diritti. Tanti controlli.

Enrico Letta ha detto che dobbiamo finirla con lo scambio tra pochi controlli e pochi diritti: come a dire, “Venite tutti, ma da noi non aspettatevi nulla”. Alla fine, sono andato da lui e gli ho detto che a quella frase bellissima mancava la seconda metà: noi dobbiamo essere quelli capaci di proporre uno scambio tra tanti diritti (con l’obiettivo finale della cittadinanza) e tanti controlli, e su una linea del genere non avremmo paura dei pomodori né al mercato di Varese, né tra i militanti dei circoli di Reggio Calabria.

Questo è solo il passaggio più significativo del bel post di Andrea Sarubbi Immigrazione 2.0. Leggetelo tutto.

In cauda venenum

Di Ivan Scalfarotto

Con Paola Concia e altri delegati avevamo presentato un Ordine del Giorno all’Assemblea sulle unioni civili per le coppie gay, che impegnasse il Partito a sostenere le proposte di legge presenti in Parlamento firmate da deputati e senatori del PD. Tutto questo in considerazione della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso aprile che invita il Parlamento a legiferare sulle unioni omosessuali, sentenza alla quale il Partito non ha ancora dato un seguito specificando la propria posizione. Altri OdG erano stati presentati – su proposta dei delegati della mozione Marino e non solo – sul testamento biologico e sul nucleare. Alla fine ci è stato chiesto di ritirarli per evitare di spaccare il partito su temi difficili senza una previa discussione. Così ci siamo accordati che Bersani avrebbe citato tutti questi punti nella sua replica e che avremmo rimandato la discussione alla prossima assemblea di dicembre a Napoli. Il problema è stato che Bersani ha dimenticato (sarei tentato da usare delle virgolette, ma lascio stare) di citare la cosa, riparando poi con un confuso richiamo a discorso concluso mentre già i fotografi si affollavano sotto il palco e i delegati applaudivano.

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Conulenze padane

Ancora una volta la Lega è presa con le mani nella marmellata.

Oggi tocca a l’espresso scoprire che il Ministro Maroni è indagato per delle consulenze perlomeno sospette:

La questione morale torna a investire i vertici del Carroccio, 18 anni dopo Tangentopoli, con una nuova inchiesta per finanziamenti illeciti al partito.

L’indagine è stata aperta nel luglio 2009 dalla Procura di Milano ed è rimasta segreta fino allo scorso venerdì primo ottobre. Quando un pm ha dovuto avvertire il tribunale che un dirigente d’azienda, chiamato a deporre dalle difese di un gruppo di presunti super- professionisti dell’evasione fiscale, non poteva essere sentito come testimone.

Da “ignobile” a “non encomiabile”, senza passare per il via

Da Metilparaben

Maurizio Gasparri, 6 novembre 2004, sulla bestemmia di Guido Genovesi del Grande Fratello:

Quella bestemmia è un gesto ignobile e intollerabile, mi auguro che il comitato tv e minori assuma decisioni adeguate alla gravità del caso.

Maurizio Gasparri, 2 ottobre 2010, sulla bestemmia di Silvio Berlusconi in Abruzzo:

In serata ci sono stati contatti con autorevoli esponenti della Chiesa. E ci hanno detto chiaramente che le battute, seppur non encomiabili, non cambiano la sostanza delle cose: per la Chiesa contano i fatti.

Ora, non è che io sia un acerrimo avversario di chi bestemmia, e per dirla tutta ritengo ridicolo che bestemmiare sia ancora considerato un reato.
Ciò premesso, non posso non rilevare come il capogruppo del PDL al Senato consideri la bestemmia “ignobile e intollerabile” quando promana da un concorrente del Grande Fratello, mentre si limiti a ritenerla “non encomiabile” se a pronunciarla è il Presidente del Consiglio.
Delle due l’una: o siamo di fronte al solito giochino dei due pesi e delle due misure, oppure anche Gasparri, nel frattempo, ha cambiato idea: nel qual caso, a mio parere, dovrebbe avere almeno il buon gusto di comunicarcelo.