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Requiem for a Dream

Alcuni se ne sono già accorti: questo circolo ha chiuso. Molto ha pesato nella decisione la scarsa attenzione del partito verso i circoli online, che ha portato ad un riconoscimento solo formale ma che non permetteva una reale partecipazione del circolo alla struttura del PD.

Il forum era ormai frequentato da solo una decina di persone e non si riusciva ad andare oltre alla (seppur utile) chiacchiera politica. Le iniziative concrete e le campagne che avevano contraddistinto il circolo nella sua fase iniziale erano un lontano ricordo.

La “vetrina” del blog restava attiva solo grazie al lavoro volontario di una piccola redazione, costretta a citare continuamente blog esterni in quanto internamente la produzione di contenuti era prossima allo zero. In questa situazione è stato sicuramente più maturo fermarsi, e decidere di mettere il proprio impegno a disposizione di qualcosa di nuovo che, si spera, dia migliori risultati.

Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.

Lettera sulla manovra

Il circolo on line del Pd “Barack Obama”, in una discussione avviata nel proprio forum, ha analizzato in modo approfondito, la manovra finanziaria varata dal Governo.

E’ stata innanzitutto rilevata la necessità che il Pd, i suoi gruppi parlamentari in primo luogo, non debbano limitarsi, come peraltro necessario, ad opporsi a singole parti della manovra, proponendo misure alternative a quelle singole parti, ma debbano elaborare un progetto di manovra finanziaria, complessivo ed alternativo al progetto governativo.

Alcune critiche alla manovra sono state evidenziate più volte:

– la sua iniquità in quanto tende a colpire i ceti sociali più deboli
– la sua parzialità nel senso che essa tende quasi esclusivamente ad ottenere una riduzione del deficit pubblico senza prevedere i necessari interventi rivolti a promuovere la crescita economica
– il fatto che i tagli alla spesa pubblica sono prevalentemente tagli indiscriminati, spesso riguardanti settori decisivi per promuovere la crescita economica
– una politica fiscale che non è caratterizzata in misura sufficiente, come dovrebbe, da misure volte a contrastare realmente l’evasione e l’elusione e a colpire anche i redditi da patrimoni e le rendite finanziarie

Per ciascuno di questi punti alleghiamo delle schede:

Iniquità (relativamente alla materia previdenziale)

Il Presidente della Repubblica ha chiesto più volte che la manovra correttiva fosse equa. Purtroppo, essa non lo è affatto. Isolando uno dei capitoli della manovra – quello della previdenza -, per evidenziare l’iniquità della misura prevista dal DL 78 di un rinvio di 6-9 mesi per le pensioni di vecchiaia, che si aggiunge a quello prima vigente di 3-6 mesi , che fu deciso dal governo Prodi con la legge 247/07, il cui combinato disposto porta quindi l’età pensionabile per vecchiaia da 65 a 66 anni (l’allungamento di 12 mesi vale anche per quelle di anzianità), è sufficiente dire che in soli 3 anni si è aumentata l’età pensionabile di 4 trimestri, mentre per l’aumento a 67 anni, cioè di altrettanti 4 trimestri, come prevede il regolamento emanato dal governo la settimana scorsa, ci vorranno ben 11 anni.

Il DL ora approvato ha visto succedersi varie stesure ed anche la parte relativa alla previdenza ha avuto – pare – quattro redazioni e subìto varie modifiche, ma mentre quelle riguardanti altri capitoli sono state migliorative per i destinatari, la quarta, quella definitiva, riguardante la previdenza è stata invece molto peggiorativa.
In un primo momento (come risultava dal testo del DL approvato dal Consiglio dei Ministri), questa “finestra” mobile era stata fissata a 6 mesi dalla maturazione del diritto (cioè a 65 anni e mezzo), poi, chissà perché e senza colpo ferire, a 12 mesi.
Se si analizza il testo del DL relativo alla previdenza – valido d’ora in poi permanentemente per tutti e perciò da considerare intervento strutturale -, riepilogando, risulta quanto segue: il rinvio di 12 mesi vale anche per chi ha maturato già 40 anni di anzianità (!); non vale per i lavoratori in mobilità, ma fino al limite di 10.000 persone (!!); vale anche per gli inoccupati o inattivi a qualunque titolo (!!!).
Ne discende che l’onere dell’aggiustamento dei conti pubblici (non dell’INPS, si badi, la cui gestione presenta un avanzo record di 7,9 miliardi) ricadrà anche su categorie deboli o debolissime, a reddito basso, bassissimo o addirittura pari a zero – che perderanno in un solo anno introiti di migliaia o decine di migliaia di euro -, mentre tutti i percettori di reddito privati – ad eccezione dei produttori di farmaci generici, dei grossisti di farmaci, dei farmacisti e dei beneficiari di stock option, per la parte eccedente il triplo della retribuzione fissa – anche milionari non pagheranno – letteralmente – neanche un centesimo.

Non pare esagerato, allora, definire la manovra finanziaria correttiva – per la parte relativa alla previdenza (e all’invalidità) – iniqua, anzi crudele ed iniqua, molto iniqua.
Chiediamo di correggerla prevedendo: a) una “finestra” mobile al massimo di 6 mesi dalla maturazione del diritto; b) che il rinvio non si applichi per i lavoratori in mobilità; c) che il rinvio non si applichi ai pensionandi inattivi (gli over 45-50 rimasti senza lavoro sono stimati in un milione: quanti sono – e saranno – su 140.000 nuovi pensionati ogni anno?).

N.B: le iniquità della manovra ovviamente riguardano anche altri settori, dal settore del pubblico impiego alla cultura, al settore delle autonomie locali e abbiamo voluto concentrarsi su quelle inerenti la previdenza perché le riteniamo particolarmente criticabili e perché è una materia complessa dove, più che in altri casi, sono necessarie proposte precise

Parzialità (necessita di prevedere interventi a sostegno della crescita economica)

In questo caso interventi rilevanti volti ad intensificare la crescita economica non esistono affatto. E ciò rappresenta probabilmente il limite principale della manovra, anche perché un rafforzamento della crescita avrebbe potuto contribuire alla riduzione dei valori di variabili quali il rapporto tra deficit e Pil e il rapporto tra debito e Pil, incidendo sul denominatore di entrambi i rapporti.
Quindi occorreva prevedere interventi di questa natura, anche diversi fra loro, le cosiddette riforme strutturali, volte principalmente ad accrescere la produttività e la competitività del sistema economico italiano.
Diversi interventi specifici sarebbe stato possibile prevedere, ad esempio una riduzione, pari al 30%, per un periodo non superiore ai 24 mesi, dei contributi a carico delle imprese che assumano giovani a tempo indeterminato.
Più in generale, per individuare le risorse necessarie a favorire la crescita economica, due ad esempio possono essere le azioni da promuovere: una vera lotta all’evasione fiscale, di cui ci occupiamo in altra parte del documento, una redistribuzione fiscale, tagliando le tasse che gravano sul lavoro e sulle imprese e compensando le minori entrate con tasse che colpiscano altri soggetti. Per quanto riguarda questo seconda questione, è del tutto evidente che uno sgravio sul lavoro dipendente e sulle imprese di notevole entità otterrebbe effetti in tempi brevi, accrescendo gli investimenti e i consumi. Come compensare la riduzione delle entrate che ne deriverebbe? Colpendo, fiscalmente, le rendite, le case non censite, le case non utilizzate, rivalutando i valori catastali.

Tagli

I tagli alla spesa pubblica sono soprattutto inaccettabili in quanto colpiscono prevalentemente le Regioni e gli altri enti territoriali. Infatti, complessivamente, questi due settori vedranno diminuite le loro capacità di spesa per un importo pari a 8,5 miliardi, oltre il 60% della riduzione prevista nella spesa. Pesanti sono, inoltre, i tagli per la scuola e la sanità. Per la prima è soprattutto il blocco degli incrementi automatici delle retribuzioni nel triennio a determinare la riduzione della spesa, per la seconda è un complesso di riduzioni nel personale e di riclassificazione della spesa farmaceutica. La chiusura di alcune finestre per pensioni di vecchiaia e di anzianità comporta un risparmio di circa un miliardo di euro, sperando che l’effetto annuncio non spinga molti ad anticipare l’andata in pensione.
E comunque sarebbe stato necessario, diversamente da quanto contenuto nella manovra, che fossero state varate misure strutturali di contenimento delle spese, ma tali misure non sono presenti.
Sarebbe auspicabile ad esempio che venissero abolite le Province e gli altri enti intermedi tra Regioni e Comuni (Ati, Comunità montane ad esempio). I risparmi, crediamo, sarebbero consistenti.

Politica fiscale

Per quanto riguarda le entrate, 10 miliardi in più a regime, la leva è la lotta all’evasione. Che ci sia tanto da recuperare su questo fronte è indubbio. Il problema è che è impossibile stimare con precisione il valore delle misure di contrasto previste nella manovra e tale problema è aggravato dal fatto che i numeri su cui conta questa manovra sono imponenti (quasi 8 miliardi verrebbero dal recupero dell’evasione). E la credibilità delle misure di contrasto all’evasione, inserite nella manovra, è molto ridotta.
Quindi sarebbe stato necessario prevedere misure di contrasto all’evasione che avrebbero prodotto risultati più certi e poi sarebbe stato opportuno prevedere anche interventi fiscali di altra natura, che colpissero i redditi da patrimonio e le rendite finanziarie.
Misure più efficaci per contrastare l’evasione fiscale possono essere diverse tra le quali, l’aumento dei controlli, l’inversione dell’onere della prova per coloro che posseggono natanti e si dichiarano nullatenenti, una nuova legge sul regime dei suoli che tra l’altro contribuisca a ridurre le transazioni in nero nel settore delle costruzioni, promozione di una politica comune a livello di Unione Europea volta a combattere i cosiddetti “paradisi fiscali”.

Vi invitiamo pertanto a tenere conto degli elementi essenziali della discussione sulla manovra finanziaria del Governo che il circolo Obama sta portando avanti.
Vi ringraziamo anticipatamente.

Il coordinamento del circolo on line
del Pd “Barack Obama”

P.S.: la discussione è comunque difficile da sintetizzare, anche perché sono state espresse valutazioni in parte diverse (comunque se può interessare l’intera discussione – che sta proseguendo – è visibile sul ning del nostro circolo – pdobama.ning.com).

Non pensavamo di valere così tanto

Pdobama.net: $4,414.5

Pdobama.wordpress.com: $15,454.5

Pdobama.ning.com: $7,344.6

Totale: $ 27,213.6

Non è solo carnevale

Oggi è anche il nostro secondo compleanno.

Un senso a questo sito

Con questa frase Giovanni si inserisce nell’interessante dibattito sul presente (e sul futuro) di questo circolo. Voi che ne pensate?

Risultati dei congressi di circolo

Si sono chiusi oggi in tutta italia i congressi di circolo, hanno votato 385.177 iscritti e questo testimonia il grande successo del processo di partecipazione e democrazia che faticosamente tutti insieme stiamo portando avanti in questo partito.

Pier Luigi Bersani 216.130 voti pari al 56,49%

Dario Franceschini 137.172 voti pari al 35,85%

Ignazio Marino 29.303 voti pari al 7,66%

Sul sito del Pd trovate i dati ufficiali per regione, mentre grazie all’incredibile lavoro di raccolta e inserimento dati dei volontari di scelgomarino.info potete spulciare i risultati nei singoli circoli.

Civati-D’Alema 4-3: il video